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Intervista con i Torakiki



 A poco più di un anno di distanza da Mondial Frigor, l’ep di tre brani uscito ad ottobre 2014, torna Torakiki, trio electro-wave di base a Bologna dal nome ispirato ai manga degli anni Ottanta.
“Avesom”, pronuncia erronea italiana della parola inglese Awesome (meraviglioso), è il nome con il quale Torakiki pubblica il suo primo LP, composto da sette brani scelti tra quelli prodotti nel biennio 2014/2015 e in uscita per la tedesca Symbiotic Cube il 26 febbraio. Noi abbiamo ascoltato l'album in anteprima e incontrato la band:


Come nascono i Torakiki, chi sono oggi, da dove vengono e cosa deve aspettarsi l'ascoltatore da questo "Avesom" e...
 
 I Torakiki nascono da un'amicizia e quest'amicizia nasce nel 2007, sotto i portici bolognesi, nel corso di serate passate a parlare di musica con una tennent's in mano e nel cervello tante idee e tanta voglia di suonare. Oggi i Torakiki sono le stesse persone, magari bevono meno e meglio, stanno applicando le loro idee e hanno ancora più voglia di suonare. L'ascoltatore di Avesom deve aspettarsi il meglio, dall' Italia da noi e dalla vita in generale.

Al di là delle note stampa, "dei manga, dei cagnolini, delle influenze"... come presentereste al pubblico questo album? Come nasce e cresce... Raccontatecelo...

Nasce dopo un'attenta cernita di materiale, scelto tra un mucchio di cose composte nel corso di due anni. Siamo persone a cui non piace etichettare, le categorie le lasciamo fare a chi ne sa più di noi. Per quanto ci riguarda, noi ascoltiamo musica, tanta, bella, intelligente. Per il resto suoniamo. Alle persone che hanno l'occasione di ascoltarci dal vivo vogliamo offrire l'amore che abbiamo per la musica, niente di più. Se poi il disco cresce... si vedrà.


 

Un approccio minimal e un procedere per accumulo che va a rifinire, a impreziosire, a parer nostro... esce per un'etichetta tedesca, è frutto anche e non solo di jam notturne...come avete lavorato in fase di arrangiamento e produzione per ottenere questo corpus sonoro?

Abbiamo lavorato con calma, rilassatezza, attenzione ai particolari. La fretta è il peggior nemico, va ignorata. Ci ha aiutato molto l'esperienza di Justin Bennett, un musicista americano che vive a Bologna. Lui ha curato la fase di mixaggio irradiandoci con la sua anima quieta e geniale. Abbiamo svolto un lavoro collettivo fondato sull'empatia, ci è andata piuttosto bene.


Ci sono anche delle tracce vocali con Ilaria Ippolito e Giulia Olivari... come sono nate queste collaborazioni?
 

Sentivamo un lato femminile in quei brani e abbiamo deciso di assecondare la nostra intuizione. Loro sono due nostre amiche, i pezzi gli sono subito piaciuti. Le tracce sonoregistrazioni homemade, ci sono piaciute così come sono venute e abbiamo scelto di tenerle. Sono due brani aggressivi e allo stesso tempo profondi; mantengono aspetti dance, wave, kraut, il tutto in un'atmosfera da canzone italiana. E' stato un tentativo, una sperimentazione. Ci piace fare cose diverse da ciò che le persone si aspettano.
 
 


C'è un aspetto a parer nostro anche cinematografico non indifferente e anche uno più vintage a ben vedere per quanto riguarda certe sonorità in alcuni brani

Questa tua duplice osservazione ci fa piacere. Lavoriamo molto sui visual e il brano di apertura del disco, Pitch, è stato concepito come soundtrack di un corto. Quindi si, il fattore cinematografico ci affascina non poco. Il lato vintage del disco è dovuto al fatto che siamo tre persone quasi completamente convinte della suprema bellezza della musica prodotta tra la seconda metà degli anni '60 e la prima metà degli anni '80.

Date live per presentare l'album?

Abbiamo in programma un concerto assieme ai Quai Du Noise, il 29 all'Arterìa, a Bologna. Uno il 6 febbraio allo Studio 54, sempre a Bologna. Il disco verrà invece presentato ufficialmente il 27 febbraio a L'Altro Spazio, anche in questo caso a Bologna. Dopo l'uscita di Avesom saremo in giro per l'Italia a fare un po' di casino.

Ed ecco a voi il teaser di Avesom:

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