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Quo Vado? di Gennaro Nunziante


"Quo Vado?" Il nuovo film di "Checco Zalone" ancora per la regia di Gennaro Nunziante mantiene appieno le promesse che ci si aspettavano dal comico campione d'incassi e si capisce ancor più il perché del suo successo. Checco Zalone incarna un italiano medio assolutamente aderente alla realtà, una maschera "reale" dalla quale lo spettatore rimane incantato perché "finge" di non essere lui il bersaglio ma l'uomo magari che gli sta accanto in sala, eppure scatta "la riconoscenza" comunque, perché sa benissimo che gli sarà capitato almeno una volta di fare il furbo, posteggiare in doppia fila, saltarla alle poste, suonare il clacson al semaforo ancora fermo sul giallo e finisce col sorridere "dell'italica furbizia". "Il Posto Fisso" è il tema della pellicola, Checco cresce con questo sogno, che realizza in Prima Repubblica, grazie a un politico interpretato da Lino Banfi. Ma con la riforma del lavoro la vita di Checco cambia radicalmente. Consigliato dallo stesso Banfi, il nostro si rifiuta di firmare le dimissioni e si vede costretto a girare l'Italia in lungo e largo in posti sempre peggiori fino a quando viene spedito da una convincente Sonia Bergamasco al Polo Nord. Quando è sul punto di mollare il nostro si innamora perdutamente di una collega ricercatrice e cambia grazie alla donna la sua visione del mondo e "da Italiano Medio". Inizia a questo punto la migliore parte del film, dove Zalone "esaspera" i caratteri nordici, l'apparente perfezione, in un gioco di specchi e raffronti che culminano nella gag del pizzetto biondo. Da qui in poi con tutta la tavola apparecchiata per così dire, il ritorno alle origini risulta un pò macchinoso e didascalico, ma non mancano le risate di certo e il sentimentalismo del finale non è eccessivo ma centrato, persino commovente.
"- Ines significa purezza - Si ma significa anche Istituto Nazionale Enti Statali"

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