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Shadowhunters


Non avevamo davvero bisogno di “Shadowhunters”, ennesima trasposizione televisiva della saga cartacea adolescenziale omonima di Cassandra Clare, che già di per se non è un capolavoro, in più sullo schermo diventa anche peggio. Considerando il fatto che i romanzi della Clare avevano già avuto un tentativo cinematografico (“Shadowhunter, città di ossa”), andato male, ora la Freeform (ex ABC Family), decide di produrre questa versione più diluita, ma sempre di pessima qualità.


Diciamo le cose come stanno, “Shadowhunters” è uno dei telefilm più brutti dell'ultimo decennio, non solo sotto l'aspetto della regia, della sceneggiatura e della narrazione uniforme e senza balzi emotivi, ma soprattutto sotto l'aspetto attoriale, che, come abbiamo spesso detto specialmente per le serie tv, è fondamentale: bisogna riuscire ad azzeccare interpretazioni adeguate a dei personaggi che comunque dovremmo seguire per un bel po' di tempo. Se le interpretazioni risultano monocorde e piatte, di certo il tutto risulterà mediocre e inguardabile, un po' come “Pretty Little Liars” o “The 100”. 


“Shadowhunters” è ovviamente un fantasy, che attiri l'attenzione di ragazzini e adolescenti, dove troviamo ancora vampiri, licantropi, creature strambe, insomma solita solfa, con l'aggiunta appunto dei famosi shadowhunter che danno il titolo alla serie. Clary Fray (Katherine McNamara) è una normalissima studentessa del Booklyn Academy of Art, brillante e giudiziosa, vive la sua vita tutta “casa e chiesa”, divisa tra mamma Jocelyn (Maxim Roy) ed il suo migliore amico Simon Lewis (Alberto Rosende), da sempre segretamente invaghito di lei, come nei più ovvi romanzi d'appendice. A dirla tutto Rosende, è l'unico attore decente della serie e Simon è l'unico personaggio degno di nota. 


Il giorno del diciottesimo compleanno della ragazza però succede qualcosa che sconvolge la vita di Clary e di conseguenza anche quella del povero Simon, che si ritrova suo malgrado invischiato il situazioni che non gli riguardano. Mentre Clary si trova al Pandemonium Club (già il nome del locale non invoglia di certo ad andare a passare una serata spensierata), Clary assiste all'omicidio di un uomo, che nessun altro sembra notare. Quando torna a casa viene assalita da un demone e viene salvata da Jace Wayland (Dominic Sherwood), con il quale si era già scontrata al club, ma anche in quel caso nessuno aveva visto il ragazzo, perché invisibile agli occhi umani (dagli shadowhunters denominati “mondani”). Quindi Clary vede delle cose che gli altri non possono vedere, perché anche lei è una shadowhunters, metà uomo e metà angelo, con il compito di proteggere i “mondani” da demoni e simili. 


Clary scoprirà il segreto tenutole nascosto fin da quando era neonata, per proteggerla, mentre la madre viene rapita e nella stessa intensa giornata verrà a sapere che ne esistono altri come lei e vivono in gruppo. Insieme a Jace conosceremo anche Isabelle “Izzy” Sophia Lightwood (Emeraude Toubia), una ragazza poco vestita e molto sfacciata e il fratello di quest'ultima, Alec (Matthew Daddario), scontroso e severo, in realtà nasconde un animo gentile e lotta continuamente con se stesso perché innamorato da sempre di Jace. Ovviamente potrebbe mancare il cattivone di turno? Certo che no! In questo caso è un cacciatore con un potere smisurato, Valentine Morgenstern (Alan van Sprang). Da ricordare anche Luke Garroway (Isaiah Mustafa), poliziotto che conosce i segreti della famiglia Fray, segretamente innamorato di Jocelyn e Magnus (Harry Shum Jr.), Sommo Stregone, molto introverso, ma anche maturo e cauto, non ama aiutare gli shadownhunters, ma lo farà per arrivare al cuore di Alec.


Insomma, banalità su banalità, tedio su tedio, la serie ricopre due dei libri della Clare, “Città di Ossa” e “Città di Cenere”, ed ogni stagione metterà in scena due dei romanzi della saga, e considerando il fatto che ce ne stanno talmente tanti da non potergli stare dietro, probabilmente anche la serie continuerà in eterno. E di certo non è una gioia come nel caso di “Game of Thrones”, in cui ogni storia è una beatitudine per la mente e per gli occhi e si spera non finisca mai, ma “Shadowhunters” più che una gioia è una tortura. Paradossalmente, grazie al doppiaggio italiano le interpretazioni dei personaggi prendono leggermente vigore, anche se i visi inespressivi restano sempre quelli. A decidere di mandarla in onda in Italia è la Netflix, in contemporanea con gli States, sicuramente per attirare il pubblico più giovane, anche se così facendo, la grande qualità offertaci negli ultimi mesi va decisamente a farsi benedire.

Personaggi e doppiatori:

Clary Fray (Rossa Caputo)
Jace Wayland (Alessandro Ward)
Simon Lewis (Emanuele Ruzza)
Alec Lightwood (Flavio Aquilone)
Isabelle Lightwood (Giulia Franceschetti)
Luke Galloway (Fabrizio Vidale)
Magnus Bane (Fabrizio Dolce)
Jocelyn Fray (Monica Ward)

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