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Unbreakable Kimmy Schmidt


Ancora una volta, una delle più belle sitcom dell'anno arriva dalla Netflix, che quest'anno ha collezionato un successo dietro l'altro. "Unbreakble Kimmy Schmidt" è la prima situation comedy del network, che riesce subito a colpire nel segno. Tina Fey, creatrice della serie insieme a Robert Carlock, torna a raccontare la vita di una piccola fanciulla alle prese con una grande città, come successe nel 2004 con "Mean Girls". La Fey produce per la televisione americana dopo il successo di "30 Rock", di cui era anche protagonista.


L'accoppiata Tina Fey-Netflix, riesce appieno e sin dalle prime battute capiamo che "Unbreakable Kimmy Schmidt" non è la "solita" sitcom, ha qualcosa di più forte, di carattere. La serie ruota intorno alla figura di Kimmy, interpretata da Ellie Kemper, oggi ventinovenne, salvata da un bunker sotterraneo dell'Indiana, dopo quindici anni di reclusione forzata, insieme ad altre quattro donne. Un santone, il reverendo Richard Gary Wayne, interpretato dall'attore Jon Hamm, fresco di Emmy, ha fatto loro il lavaggio del cervello, facendo credere alle ragazze di allora che il mondo stesse finendo sotto la scure di un'apocalisse che aveva distrutto il pianeta e che potevano salvarsi solo se restavano all'interno del bunker. Solo 15 anni dopo furono liberate dalla polizia.


Alcune restano lì, cercando di ricrearsi una vita nel piccolo paesotto dell'Indiana, invece Kimmy decide di partire alla scoperta di New York, di cambiare vita, con tutte le difficoltà che la nuova esistenza comporta. Le nuove tecnologie, la vita frenetica, i cambiamenti ambientali e culturali. La sua fiducia e la sua ingenuità rimasta intatta come se si fosse fermata a quei quindici anni, la destabilizzano nel "nuovo mondo" e riadattarsi non sarà per nulla semplice. 


Appena approdata nella Grande Mela, Kimmy conoscerà Lillian (Carol Kane), proprietaria dell'appartamento dove andrà a vivere e che dividerà con Titus (Tituss Burgess), cantante omosessuale fuori forma e senza lavoro con grossi problemi economici, che accoglierà controvoglia la credulona Kimmy, inizialmente solo per scopi di lucro, poi a piccoli passi si affezionerà alla ragazza. Poi conoscerà Jakie (Jane Krakowski), signora benestante di Manhattan che assume Kimmy come tata dei suoi pestiferi figliatri, una dei quali, Xanthippe (Dylan Gelula), adolescente frustrata, darà del filo da torcere alla povera neo tata.


Molti altri saranno i personaggi che conosceremo all'interno di questa incredibile storia strampalata e fuori dalle righe, talmente non sense da risultare a tratti anche fastidiosa. L'inizio è destabilizzante e ci si chiede come una serie del genere possa avere successo di pubblico e critica, poi lo si comprende, soprattutto dal terzo episodio in poi, quando la storia prende forma e pur continuando ad essere urtante in certi punti, nello stesso tempo attrae e seduce, diventando una sitcom piacevole da seguire e con una forza di copione incredibile. 


Gli attori sono perfetti nelle loro sconclusionate interpretazioni ed il fatto di inserire nel cast guest star del calibro di Jon Hamm, della stessa Tina Fey - che in alcuni episodi interpreta l'avvocato difensore di Kimmy e delle ragazze nel caso contro il Reverendo - o ancora Dean Norris, impeccabile insegnante di recitazione che aiuta Titus a tirar fuori la propria eterosessualità e Tim Blake Nelson, marito della madre di Kimmy, non fa altro che rendere la sceneggiatura ancora più originale e corposa. In un anno "Unbreakable Kimmy Schmidt" ha vinto: 2 Webby Awards, un Critics' Choise Television Award ed ha ricevuto ben sette nomination all'ultima edizione degli Emmy. Insomma, una serie divertentissima, che avrà modo di crescere ancora di più nel corso della seconda stagione in arrivo tra pochi mesi sulla Netflix.

Personaggi e doppiatori:

Kimmy Schmidt (Eleonora Reti)
Titus Andromedon (Nanni Baldini)
Lillian Kaushtupper (Cristina Noci)
Jacquelin Vorhees (Stella Musy)

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