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Giovanni Caccamo - Non siamo soli


"Non siamo soli" è il secondo album di Giovanni Caccamo, terzo classificato a Sanremo questo anno in coppia con Debora Iurato. Album che ha tutti i pregi e i difetti dell'esordio del nostro, ovvero una voce pulita, di classe, misurata e non banale, lo stesso dicasi anche per quello che riguarda testi e musiche. Di contro, lo ripetersi di schemi e temi appiattisce il tutto, a meno che l'ascoltatore del caso non esca a pezzi da una storia d'amore si intende e a parte gli scherzi, sembra più il tutto volto a una ricerca di un singolo di successo. Cosa questa che nel primo lavoro di Caccamo non si sentiva più di tanto e che oggi gli fa perdere dal nostro punto di vista, quanto meno un pizzico di sincerità. "Non siamo soli", a dire il vero è l'album che ci aspettavamo, visto le premesse sanremesi, tanto, troppo "Sugar" , inteso in ogni senso, canzoni radiofoniche e d'impatto, costruite secondo mestiere e confezione, qualcuna meglio dell'altra ma francamente niente che spicchi particolarmente.

"Silenzio": pianoforte, "La voce del mare"... per un mood subito intimo che i violini vanno a sorreggere ben presto: "Mi rivesto nel profumo di una strada calpestata"

"Nonostante noi": "...vedrai che questa notte brillerà, nonostante noi capirai che questo inverno annegherà, nonostante noi sopravviverò per te" sulla chitarra acustica, con ancora i violini, mentre la sezione ritmica fa il suo ingresso... per un continuo crescendo con buone armonie, con un ritornello convincente e altamente orecchiabile e un buono special. Forse era il brano ideale da presentare a Sanremo.

"Via da qui": "Che quello che ho da dirti in fondo non è una bugia" il brano sanremese scritto da Giuliano Sangiorgi, conferma anche su disco le impressioni ricevute live, troppo costruita ad hoc e con uno special dove la Iurato è sin troppo sovraccarica.

"Non siamo soli": "Osservando il cielo riconosco la felicità" la titletrack è ariosa e melodica, con un testo che è un invito al credere, può ricordare certi episodi di Raf per dinamiche e struttura, non è male nel complesso anche se sicuramente non è niente di nuovo.

"Da domani": "Anche un taglio può essere perfetto ma il difetto è il male che ti fai e ogni cosa ha il suo prezzo ma non voglio più pagarlo io per te" è una ballad morbida, che trova il suo perché nel suo dipanarsi semplice e raffinata in un ottimo ritornello: "Da domani non ti amo più ho messo via i fantasmi del passato"

"Senza motivo": "Perso dentro a un temporale farò a pezzi il mio dolore certo che qualcosa cambierà" easy listening e zuccherosa, è un brano orecchiabile ma senza mordente

"Resta con me": "Anche senza dire niente anche senza quello che vorrei sentirti dire ancora" con Carmen Consoli, evocativa e romantica all'ennesima potenza, standard nella sua costruzione, ma nell'insieme è di certo un buon brano.

"Rimani": "E respirare tra le stelle è il mio destino senza chiedere un motivo aspetterò" brano pop ben costruito e di sicuro impatto, difficile ancora una volta non pensare a Raf.

"Sei": "... qualcosa da rifare, sei la forza che non ho" arrivati a questo punto i brani finiscono con l'assomigliarsi un pò tutti e la tematica che è praticamente la stessa per tutto il disco non aiuta, vale lo stesso discorso fatta per la traccia precedente

"Più tempo": e come a volerci sbugiardare arriva la traccia "diversa" a risvegliare l'ascolto, "Cerco la mia pace questo sole non tramonterà" una ventata di aria fresca "necessaria" divertente e scanzonata.

"Amore senza fine": il brano di Pino Daniele presentato a Sanremo nella serata delle cover, chiude di fatto il disco precedendo la versione acustica di "Via da qui", con un eccesso di energia nella seconda parte dato dalla ritmica troppo presente e dalla potenza della voce della Iurato che sarà un nostro problema, ma non ci piace minimamente e riteniamo mal si sposi con la delicatezza del nostro.

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