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Glen Matlock sul palco del Lian Club a Roma. L'ex Sex Pistols porta uno show acustico


Il 19 marzo al Lian Club di Lungotevere dei Mellini, 7 a Roma, sarà di scena l'ex Sex Pistols Glen Matlock per uno show in acustico. Matlock è un personaggio leggendario e figura chiave della storia del punk inglese e mondiale, bassista, fondatore e mente musicale dei Sex Pistols. Autore della quasi totalità dei brani della band, a lui si devono alcune delle composizioni più note della storia della musica popolare, canzoni che hanno reso i Sex Pistols una delle band più conosciute e bandite della fine degli Anni '70. Matlock interpreterà sul palco del Lian alcuni dei suoi brani più noti, partendo dai Sex Pistols, con estratti indimenticabili quali “God save the queen”, “Pretty vacant” o ancora “Stepping Stone” sino alle composizioni più recenti come Philistines, passando per alcune cover, tra cui brani di The WhoMonkees, solo per citarne alcuni, pezzi che i Pistols stessi eseguivano all’epoca di “Never Mind The Bollocks”. Sarà un set acustico intenso ed indimenticabile, ruvido e spontaneamente punk e a seguire sarà arricchito da un dj set (rock, punk, post punk, new wave).

Glen Matlock è un rocker che sfugge alle facili catalogazioni: lasciò i Sex Pistols prima che il punk diventasse uno stereotipo, e in nessun altro convenzione si è mai voluto riconoscere. Con i Rich Kids, insieme a Midge Ure, ha strizzato l’occhio alla new wave, poi ha collaborato con Iggy Pop, Johnny Thunders, i Damned e tanti altri. Dopo essersi riunito con i Sex Pistols per il tour mondiale del 1996 (e poi ancora nel 2002 e nel 2003), oggi è impegnato nel suo più recente progetto, i Philistines. Quando parla del suo passato con i Sex Pistols, sembra di cogliere in Glen Matlock il “ragazzo qualunque” che si nasconde dietro ogni artista rock’n’roll: parla come chi ha ancora molti ricordi vivi, e che sono anche i ricordi (alcuni belli, altri meno) di una parte della sua vita, quella compresa tra diciotto e vent'anni. Glen uscì dal gruppo proprio nel momento in cui esso stava per raggiungere il culmine della notorietà in termini mediatici; da un punto di vista strettamente musicale, rimase tuttavia l’elemento indispensabile al successo della formazione: fu lui infatti a comporre la maggior parte del repertorio, compresi gli ormai classici “Anarchy in The UK”, “God Save The Queen”, “Pretty Vacant”. 

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