Passa ai contenuti principali

Alfonso De Pietro - Di notte in giorno



Jazz d'autore, impegnato, intenso e poetico è "Di notte in giorno" di "Alfonso De Pietro", "canzoni di lotta e diritti" che non hanno paura di dire la verità, senza bisogno di urlare o di alzare il volume degli strumenti, ma cavalcando sinuose onde jazzate. Canzoni importanti e raffinate che meritano la massima attenzione. Canzoni che dovrebbero essere far ascoltate agli studenti di questa nostra Italia allo sbando che "se non perde del tutto la memoria" è solo perché gli fa comodo. L'album è stato non a caso patrocinato da Libera e vede anche poesie di Carmelo Calabrò, Padre Maurizio Patriciello, Peppino Impastato oltre ai brani scritti dal nostro e può contare su una schiera di musicisti noti nel panorama jazz anche internazionale, a cominciare da Piero Frassi autore insieme a De Pietro degli arrangiamenti. Un album davvero notevole.
"La memoria": "Non basta ricordare per non dimenticare serve qualcosa in più che non so spiegare" mood jazzy intriso di lirismo e piglio teatrale coi fiati a impreziosire.
"L'indifferente": "è il nostro omonimo che resta senza nome" ricca di rime intelligenti, per un jazz popolare e vivace
"La canzone di Rita": che "voleva nascere vento" con la voce di Michela Lombardi, è una ballad intima che si libra nella melodia del ritornello "e finalmente sentiremo quel fresco profumo di libertà" dedicata a Rita Atria.
"Angeli custodi": con la chitarra a punteggiare, un brano sulle scorte, con inserti blues e ritornello arioso: "vivere ma tu questo lo chiami vivere o solo resistere per non morire?"
"4000 battute": "faccio il giornalista precario di fatto Giancarlo di nome" dove è facile identificare il protagonista di questa storia... commovente il ritornello, ficcanti gli inserti dei fiati, uno dei vertici dell'album.
"Terra mia terra nostra": dedica a Napoli, "Terra dei fuochi"   con un pensiero inevitabile anche a Pino Daniele "boccheggi ma ancora non ti arrendi" dall'incedere minimal e raffinato
"Lollo d'a muntagna": "la vita è precisione ritmo scelta in rapidità" su un tappeto sonoro suggestivo e sospeso coi fiati a inserirsi opportunamente, dedicata a Lollo Cartisano.
"Liberazione": "io ascolterò ancora il sapore agre della vendetta da consumare" parole e musica in perfetto contrasto, preziose sfumature da 25 aprile da "nodo alla gola sciolto nella parola liberazione".
"Lo santo patrono": inizio da banda popolare, per lasciare il posto a un mood intimo sorretto dai fiati e dal rodhes, inevitabile il richiamo a Capossela "ripulisci le nostre coscienze, tu conosci le nostre crudeli viltà ma quanto costa un posto nell'eternità"
"Il paese di De Sanctis": armonica blues dominante, "cercatelo qui il cuore della desolazione" e chitarra "sotterranea" e incisiva tra "sciacalli trafficanti di dolore"
"Nascerà": pianoforte sugli scudi e tanto ritmo, sulle preoccupazioni di un genitore per una figlia che inevitabilmente crescerà: "e noi la lasceremo andare trattenendo lo sguardo della paura"
"Lunga è la notte": "senza tempo, infinita", rarefatta e sognante, chiude un album che oltre a piacere da un punto di vista squisitamente tecnico, fa riflettere e non poco, cosa che di questi tempi non guasta assolutamente.

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...