La Netflix sta lavorando ad un nuovo
remake - dopo “Le amiche di mamma”, rifacimento della serie anni
'90 “Gli amici di papà” - tratto da “Una serie di sfortunati
eventi”, film omonimo del 2004 diretto da Brad Silberling e tratto
dai libri di Daniel Handler. Nel film e nella serie di libri il
personaggio più ricordato e amato è sempre stato quello del Conte
Olaf, che per l'occasione tornerà con il volto, ovviamente ben
truccato, di Neil Patrick Harris, l'indimenticato Barney Stinson di
“How I Met Your Mother”, che nel frattempo ha avviato una
carriera molto importante sia al cinema che in teatro. La storia
narra della vicenda di tre sfortunati orfani: Violet, Klaus e Sunny
Baudelaire, che, persi i genitori in un incendio, vengono affidati
alle cure del Conte, il quale però si rivela un uomo malvagio che
vuole impossessarsi del loro patrimonio. I tre dovranno affrontare
mille peripezie per difendersi e sfuggire dalle grinfie dell'uomo,
mentre sordidi segreti riaffiorano dal passato.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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