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Alice attraverso lo specchio di James Bobin


"Il tempo è un ladro, un furfante"

"Una volta pensavo di riuscire a fare sei cose impossibili prima di fare colazione"

"L'unica cosa degna di essere fatta è quella per gli altri"

Solo prodotto stavolta da Tim Burton il ritorno della "fantastica" "Alice attraverso lo specchio" è diretto da James Bobin ed è sicuramente uno spettacolo per gli occhi, un tripudio di effetti speciali e buoni sentimenti tra personaggi bizzarri come sempre ma la pellicola soffre maledettamente una sceneggiatura banale, piatta e ripetitiva, con troppe lungaggini verbose (ad esempio il primo incontro di Alice, Mia Wasiowska col Signore del Tempo interpretato da Sasha Baron Cohen sembra addirittura interminabile) che finiscono col soffocare il ritmo filmico, per non parlare delle troppe inverosimiglianze narrative disseminate lungo il percorso. 
Il comandante Alice fa ritorno a casa convinta subito di intraprende una nuova missione ma non è così perché apprende subito della morte del proprietario della nave. Ora c'è il figlio al comando e per ripicca visto che lei non l'aveva voluto sposare vuole assegnargli un ruolo di impiegata. Furiosa se ne va e finisce col seguire il Brucaliffo per immergersi nuovamente nello specchio. E' stata richiamata nel Sottomondo perché il cappellaio matto, Johnny Deep ovviamente, è triste e pare lasciarsi morire. Il nostro crede che la sua famiglia sia ancora viva perché ha ritrovato il suo primo cappello che aveva donato al padre molti anni fa. Ma neanche Alice riesce a credergli. Per salvarlo e ricostruire la verità, Alice dopo aver sottratto al Signore del Tempo la Cronosfera incomincia  a viaggiare nel tempo cercando di cambiare lo stato delle cose. Questa ultima è la parte migliore del film, non solo perché la storia incomincia a interessare e il ritmo trova una certa costanza.  Alla fine Alice scopre si che "la storia non si può cambiare" ma che quello che sembra "impossibile" non sarà mai "possibile" se non ci provi nemmeno. E soprattutto capirà "il valore del tempo" "Alice attraverso lo specchio" ha rispettato in fondo le attese che avevamo, un film targato Disney rivolto principalmente ai giovani, edulcorato e moralistico Se si fosse lavorato meglio sulla sceneggiatura ne sarebbe potuto uscire qualcosa di narrativamente più interessante, anche perché del romanzo di Carroll, della potenza del suo messaggio, non c'è praticamente più nulla.

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