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Melody - Ci sarà da correre


"Ci Sarà da Correre" raccoglie 10 canzoni firmate da Corrado Castellari, padre della stessa Melody autore tra gli altri per Mina, Ornella Vanoni, Milva, Fabrizio De André, Adriano Celentano… per citare i più noti. Ne viene fuori un lavoro sicuramente emozionale, ("nel senso che le emozioni di una figlia che canta il padre, arrivano") ben fatto, a cominciare dai testi scelti, decisamente attuali. Un album di stampo cantautorale, che musicalmente tende a impreziosire con orpelli confacenti la struttura di base del dato pezzo, con la voce di Melody potente, funzionale ed efficace che fa il suo. Un ascolto piacevole e interessante che serve anche a ricordare un autore notevole come Corrado Castellari.


"E' tutto cielo": ballad semplice ma efficace, ariosa, con la chitarra in evidenza: "Le nuvole passano il sole si libera mentre ricordo e ripenso ai segreti che porto dentro"


"Avere fame avere sete": ":... farsi la bocca mangiando un prete avere in mente l'amore osceno ma per pudore mordere il freno" ballad col pianoforte portante, scritta negli anni 70 attuale come non mai, grandissimo testo.


"Ci sarà da correre": folk country sbarazzino che ben si contrasta con la durezza delle parole: "Anche la gente di qua scambia il morto per il folklore"


"Il provinciale": "Si può soffrire in pace chi vuoi che se ne accorga?" ballad abbastanza standard con risvolti melodici però non banali


Progetto": "Caro ragazzo cocco di mamma ti bruceresti alla sua fiamma per farti uomo non c'è che lei" sensuale e sinuosa con varietà di toni nel cantato


"Sacco a pelo": "E comincio a pensare se tu vali davvero la vita che ho speso" per chitarra e voce e voglia di libertà coi violini a tessere l'atmosfera


"Tempi politici": "Quello che spende quello che avanza l'uomo di sempre tiene speranza" folk arrembante con venature country blues e opportuni cori


"Non voglio essere": "Non voglio essere la bambola da mettere nell'angolo a decorare il tutto del tuo torbido salotto" al pianoforte, dal piglio teatrale non a caso, il brano del '77 fu inciso infatti da Milva


"Wagon lits": "Se vuoi puoi fumare se vuoi puoi spogliare" anima rock con le chitarre elettriche sugli scudi 


"Il testamento di Tito": "Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare" nelle note stampe si racconta che "... nel 1971 Michele, il cantante di “Susan dei Marinai” e all’epoca coinquilino dei miei genitori, svegliò mio padre alle 2 di notte con in mano un foglietto a quadretti che riportava la prima strofa de “Il Testamento di Tito”. Michele gli disse che aveva immediatamente fatto il suo nome al suo grande amico Fabrizio De André poiché non era soddisfatto della musica che lui stesso aveva composto sul testo e che quindi, De André, dava a mio padre la possibilità di fare un tentativo musicale. Il risultato di quel tentativo è noto. Sono molto orgogliosa che mio padre abbia musicato una delle canzoni più importanti del grande Fabrizio De André".





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