"Caro Lucio ti scrivo" è un progetto che uscirà a marzo del 2017 per celebrare un nuovo compleanno di Lucio Dalla. La cosa nuova ed emozionante, è che la voce di "Piazza Grande" verrà raccontato dalle sue stesse canzoni. Futura, Anna e Marco, Meri Luis quindi, scrivono a Lucio Dalla in Via D'Azeglio 15, dove ancora campeggia la scritta sotto il campanello: "Commendator Domenico Sputo". Quello che è già uno spettacolo teatrale diventerà così una docu-fiction addirittura, che approderà al cinema dal prossimo anno, proprio nel periodo di nascita e morte dell'artista bolognese. Scopo del progetto è quello di cambiare prospettiva, l'angolo d’inquadratura attorno alla narrazione di un mito come Lucio Dalla, in un viaggio, costantemente in bilico tra fantasia e realtà, per una volta, saranno proprio loro, i protagonisti di alcune delle più belle canzoni di Lucio Dalla, a parlarci di lui. La docu-fiction "Caro Lucio ti scrivo" è liberamente ispirata all’omonimo spettacolo teatrale scritto da Cristiano Governa per la regia di Riccardo Marchesini.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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