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Signed, Sealed, Delivered: Il Mistero delle Lettere Perdute (Rai Uno)


Durante l'estate che ci ha già salutato, Rai Uno per tredici mattine ha mandato in onda una serie canadese dal titolo: “Il Mistero delle Lettere Perdute”. Il tutto con scarso successo, perché relegata alle dieci di alcune mattine a cavallo di ferragosto. Un suicidio per qualsiasi serie televisiva esistente sulla faccia della terra. Ma ormai sappiamo come le reti italiane maltrattano i telefilm in arrivo da lontano e ormai abbiamo fatto il callo. In questo caso la serie canadese ha una storia talmente banale da risultare inverosimile il fatto che invece il racconto trascini il telespettatore con forza e costanza. La Hallmark Channel unita alla mente di Martha Williamson – già creatrice e sceneggiatrice del cult anni '90: “Il Tocco di un Angelo” - creano questo drama leggero nel quale Oliver O'Toole - interpretato da una nostra vecchia conoscenza telefilmica: Eric Mabius, già visto in “Ugly Betty” e “Chicago Fire” - responsabile della divisione “lettere perdute” della United States Postal Service di Denver, è un uomo molto all'antica che vive del suo lavoro e con un matrimonio incrinato dalla distanza: la moglie si è trasferita in Francia un anno prima e solo lui non si rende conto che la sua relazione è bella che finita da un pezzo. 



Attende invano una lettera proprio dalla donna che ama che in realtà non arriva e prende a caso, seguito dal “sesto senso”, una lettera al giorno tra quelle le centinaia che arrivano nel suo ufficio. Pacchi, lettere, scatole, raccomandate, che per un motivo o per un altro non riescono ad arrivare al destinatario. Spesso perché l'indirizzo viene cancellato, abraso dal tempo oppure perché i destinatari sono entità astratte quali: Babbo Natale, la Madonna o Dio. In quest'era in cui ormai nessuno scrive più lettere e nessuno spedisce più cartoline, questa serie è un toccasana per l'anima. L'ufficio è in difficoltà: lo Stato vorrebbe chiuderlo definitivamente. Le email ormai stanno sostituendo definitivamente da tempo il lavoro postale e tenere una branchia delle poste che serve a poco, come quella delle “lettere perdute” risulta troppo dispendioso. Oliver divide l'ufficio con Rita (Crystal Lowe) e Norman (Geoff Gustafson), suoi subordinati che lo aiutano nel decifrare le storie raccontate nelle missive per riconciliare rapporti perduti, amori cancellati dal tempo, incontri fugaci mai recuperati. 



Un giorno però, per sbaglio, in attesa di essere trasferita in un'altra sezione, arriva in ufficio Shane (Kristin Booth), che avrà il compito di risollevare le sorti della divisione “lettere perdute” di Denver. La squadra è amalgamata perfettamente e prende con serietà e passione il proprio lavoro. I piccoli dettagli sono la forza di questo show che a conti fatti non ha un'idea di base forte,che poi si snocciola come molte altre serie procedurali di carattere un pò comedy e un pò drama. Il primo episodio di novanta minuti è andato in onda nel 2013, poi l'anno successivo il film tv è diventato una serie in dieci episodi, mentre tra il 2015 e il 2016 sono stati mandati in onda otto film tv. In totale quindi si possono seguire 19 storie che ci riportano un po' al passato, strizzando l'occhio agli anni '90.



Si nota la mano della Williamson, che in quegli anni ha assaporato il successo e che vive ancora nel ricordo e un po' forse nel rimpianto di un tempo ormai passato. La serie è vecchia per il 2016, è poco originale, è strutturata nel vecchio stile procedurale che a noi, come più volte detto, non piace, eppure “Il Mistero delle Lettere Perdute” è un occasione ormai unica di vivere una storia ordinaria, senza fronzoli, senza paranormale, alieni, misteri, supereroi, violenza, sangue, sesso, droga e rock and roll, una storia che fa decisamente bene ogni tanto gustare in questo circuito ormai fatto di serie che vanno spesso alla ricerca di stupire senza poi effettivamente riuscirci, con effetti speciali inutili, rivangando nei remake, nelle trasposizioni romanzesche, ma mai del tutto originali e spesso di qualità mediocre, se non pessima. 




Qui invece malgrado la poca originalità, la serie non è da buttare. Ha una discreta regia, un cast di tutto rispetto, con una location un po' piatta, dovuta ad una narrazione che non spicca certo per velocità. E' una serie che vive di carta, non di social, una serie che fa dell'amore puro la sua carta vincente, il corteggiamento vecchio stile, la timidezza del primo incontro, i sogni che potrebbero concretizzarsi, obiettivi di una vita intera. Tutto sommato quindi vogliamo promuovere un telefilm che vuole farci stare con i piedi per terra, senza fronzoli, prodigi o capacità sovrumane.

Personaggi e doppiatori:

Oliver O'Toole (Alessio Cigliano)
Shane McInerney (Barbara De Bortoli)
Rita Haywith (Tatiana Dessi)
Norman Dorman (Nanni Baldini)

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