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Ex-Otago - Marassi



Ripartono da "Marassi" gli "Ex-Otago" con dieci canzoni piacevoli, "pop", dai suoni retrò che tanto vanno di moda oggi,  che si cantano dopo mezzo ascolto e quando i nostri azzeccano "le parole giuste", ovvero quando il loro tocco "apparentemente leggero" tocca "argomenti importanti"... e accade almeno per la metà dell'album, ecco trovata l'alchimia perfetta. A volte di contro non sempre ciò avviene e si fa fatica a trovare una sorta di empatia "con certi versi". Ma è anche vero che fanno parte dei pregi e difetti del loro tipo di scrittura, di un determinato stile che è oggi più che riconoscibile. 

"I giovani d'oggi": "Ti è mai capitato di sentire pronunciare questa frase: i giovani d'oggi non valgono un cazzo" pop dance "intimista" se così si può definire, gradevole e con un buon testo;"Se i giovani d'oggi valgono poco gli anziani che cosa ci hanno lasciato?"

"La nostra pelle": "E scoprire che sei proprio tu la persona che ti ha fatto ridere di più, e scoprire che sei proprio tu la persona che ti ha fatto piangere di più" parte scarna "sinuosa" una sorta di dub reggae che ben si dipana nel ritornello e il suo "lalala" liberatorio.

"Cinghiali incazzati": "sono come sono un pò cambiato" decisamente anni '80, fa venire in mente certi episodi del primissimo Raf, dal ritornello godibilissmo: "e io non sono un uomo, almeno non ne sono sicuro"

"Stai tranquillo":  arriva la prima ballad, con gli arpeggi di chitarra protagonisti nella strofa, con la batteria che entra quasi subito, per un ritornello contagioso:"non mi dire stai tranquillo perché tranquillo non sono, perché se cerco e non trovo io mi agito"

"Mare": come sopra, col pianoforte che sostituisce la chitarra "portante", a ricercare sensazioni malinconiche, nell'evocativo ritornello, debole il testo: "sotto un cielo di camogli resto a galla ad occhi aperti"

"Quando sono con te": "accadono in giro molte cose che tu lo voglia oppure no, l'amore nasce in autonomia" easy pop, semplice e solare

"Gli occhi della luna": piglio alla Jovanotti, con tanto di svolgimento a tema del testo,  ritmica cantilenante e buone variazioni nella melodia: "Ho visto gridare parole sante, ho visto un cane che non ci sente"

"Sognavo di fare l'indiano": "dopo tanti anni di cammino ricordo che da bambino sognavo di fare l'indiano" strofa dal ritmo marziale e ritornello aperto... la cosa migliore è il ponte, che allenta i giri opportunamente: "io non capisco"

"Non molto lontano": pop dance coi synth in evidenza "giocattolosi" alla Camerini per ritornello rotondo, con quello tocco "surreale" tipico dei nostri nelle parole: "voglio andare a vivere tra gli aironi e gli scimpanzè li troverei più vicino a me"bene lo special.

"Ci vuole molto coraggio":"... ad avere coraggio... per tornare indietro quando è necessario" dall'incedere cantilenante, è una vera e propria filastrocca, accattivante e complice, grazie a uno dei migliori testi dell'album: "ci vuole molto coraggio per studiare legge e fare l'operaio"

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