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Animali Notturni di Tom Ford


Due "bambole deformi" sputanti sangue aprono i titoli di testa di "Animali Notturni" di Tom Ford, prodotto da George Clooney e presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia, adattamento cinematografico del romanzo di Austin Wright, recitato ottimamente dalla coppia Amy Adams e Jake Gyllenhaal, è un thriller di natura psicologica, solido e convincente, a tratti gelido, giocato su più piani narrativi, tra realtà e finzione, passato e presente, come fossero quadri di destino che passano come cartoline... dall'inferno. Susan, gallerista, in crisi col suo compagno che la tradisce senza colpo ferire, riceve dal suo primo marito (un sognatore, un debole... uno che voleva fare lo scrittore ma lavorava in libreria) un manoscritto che da per l'appunto il titolo alla pellicola e che verrà pubblicato nel giro di pochi mesi. La dedica è tutta per lei, che definiva "un animale notturno". Inutile dire che la donna si immerge nella lettura di quello che è a tutti gli effetti un'enorme metafora della vita insieme, con l'abbandono principale protagonista. Si narra infatti di una vacanza di una famigliola apparentemente felice, interpretata dagli stessi, che... a scanso di spoiler mettiamo punto. Ma il bandolo della vicenda non è chiaramente cosa succede nel romanzo, messo per immagini senza alcuna voce off, scelta da premiare sicuramente, ma ciò che rappresenta in realtà e cosa dunque dovrebbe emergere tra le pagine della loro storia. Questo è il lato più debole se si vuole, ma la sceneggiatura è scritta come si deve, mettendo i ganci giusti, a cominciare dai titoli di testa delle bambole che ritroviamo a... punto, niente spoiler, anche se la differenza tra piste false e eccessi didascalici è sottile, ancor più in certi casi... come questo, che intervengono logiche metaforiche che hanno una certa rigidità e logica nell'essere proposte allo spettatore, una linearità ferrea insomma, che può deludere per certi aspetti ma che si finisce con l'apprezzare, specie per un finale che è per così dire: "a rigor di logica", che funziona decisamente e dona quel quid in più all'intera pellicola. Consigliandovi la visione, vi lasciamo con le migliori frasi del film:


" - Avere un marito gay non è male come pensi, siamo grandi amici, abbiamo un rapporto profondo e sono l'unica donna della sua vita"

" - Goditi la magica assurdità del nostro mondo perché credimi il nostro mondo è meno doloroso di quello reale"

" - E cosa hanno detto? - Gran d'uomo tua moglie ti vuole e lei è rimasto lì, perché non è andato?"


" - Perché hai rinunciato a fare l'artista? - Perché sono troppo cinica per farlo"


"- Pensi mai che la tua vita sia diversa da come la volevi?"


"- Come mai non c'erano impronte? - Avrà avuto le mani su sua moglie" 


" - So che la prenderai male ma dovresti scrivere su qualcosa che non sia te stesso"


" - Vogliono mandarmi in pensione a godere dei benefici del cancro"


" - Sai mi diverte uccidere le persone, dovresti provarci prima o poi"

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