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Boosta - La Stanza Intelligente


"La stanza intelligente" è l'esordio solista di "Boosta" dei "Subsonica", un album decisamente intenso, intimo, sincero, "giocato" per sottrazione... dove tutto è essenziale e scevro di orpelli, tra ballad rarefatte dove il tempo sembra fermarsi, nostalgia anni '80, aperture soul e "visioni cinematografiche". 13 canzoni bellissime per un parterre di ospiti che va da Nek a Giuliano Palma, da Raf a Enrico Ruggeri passando per Malika Ayane e Marco Mengoni e ancora Cosmo, Briga, Diodato. Eppure niente si disperde, perché quello che più colpisce in "La stanza intelligente" è la coesione perfetta raggiunta, sia a livello musicale che testuale e il fatto che ogni interpretazione "altra" non sia mai banale o di maniera, ma pienamente centrata e soprattutto "sentita".  Stiamo insomma parlando di un album che è ad oggi uno dei migliori lavori di questo 2016:
"1993":  il primo singolo estratto (con tanto di video ispirato a "Se mi lasci ti cancello" con Greta Menchi nei panni di Kate Winslet) è una delicata ed evocativa ballad col pianoforte portante e un arrangiamento scarno ma prezioso, decisamente intenso. Sin dal titolo, senza girarci troppo attorno, ci pare palese il riferimento alla serie "1992" con Miriam Leone protagonista ed ex compagna del nostro e alla nuova serie "1993" per l'appunto, con il ritornello, che ci sembra una vera e propria dichiarazione d'intenti: "Oggi non so com'ero 20 anni fa, oggi non lo so più, il tempo ci ha cambiato un pò, una sola cosa non cambia mai, la guerra tra di noi" 
"Mezzo uomo": "Cane vecchio fa vecchi guai, meno sai meno vuoi, che ti credi... faccio attenzione ma è tutto inutile" con Cosmo, mood sospeso, ritmica accattivante che entra ed esce al momento opportuno, vera protagonista del brano
"Sulla strada": con Nek, variazioni e cambi d'umore, melodia bella e difficile, che nei risvolti "più pop" fa pensare ai Blur: "Quanta cura hai per ciò che sei?"
"La stanza intelligente": la titletrack si apre con un piano dolente e affascinante che fa il paio con la ritmica "lontana" per preparare "il pathos" di quello che non può propriamente definirsi un ritornello, anche perché non si ripete affatto ma è di certo il punto di volta dove il brano raggiunge il suo quid, in una domanda che non cerca risposta: "A chi importa come sono? A chi importa tranne me?
"Santa Kaos": "Sono il tuo eroe stupido" con Giuliano Palma, "filastrocca Soul pseudo natalizia sui generis" dal groove contagioso
"Come la neve": con Luca Carboni, un brano decisamente new wawe, dall'arrangiamento delizioso, perché essenziale nei suoi contrasti e nelle sue tante sfumature, si ascolti ad esempio il ritornello "martellante" che cerca quasi intimità invece di ergersi a inno: "Vivi con descrizione stoicamente e lascia il passo a tutti questi figli in cerca di sole alla luce di una stanza" 
"Ad altezza uomo": "Fai un bel respiro, impara la pazienza che ad altezza uomo, non si cade più" con Briga, il brano apre in toto la seconda parte dell'album, si veda il chiaro riferimento a "Mezzo uomo" del titolo, e il pianoforte che viene quasi assalito dalla potenza "elettrica" del sound del ritornello, quasi a giustificare una "reazione", dinamiche quasi grunge verrebbe da aggiungere, ma è più un discorso concettuale... come alla fine "musicalmente" il resto dell'album dimostrerà.
"Noi": "Perdonati tutto ciò che sei e io ti prenderò" con Malika Ayane, è un crescendo suggestivo, costruito sull'attesa, dagli scorci psichedelici, che salvano letteralmente il brano, che nel complesso non dispiace, anche se il testo non convince del tutto così come certi passaggi melodici: "ti amerò, siamo noi, io e te"
"Il mio compleanno": "Al buio festeggiami quanti anni vuoi" con Raf (che canta benissimo), a tinte soul tra opportuni stop and go di sicura presa, clap hands, groove, godibile. 
"La conversazione di noi due": "E mi dispiace devo andare via, non mi prenderò più cura di te" con Enrico Ruggeri, siamo nei migliori "anni 80" possibili, ipnotica e struggente, dal testo pungente, semplice ma emozionante: "Pensi sia valsa la pena lasciarci come due assassini? Vai a confessare ciò che sei"
"All'altare": "Io sono un uomo, quello che saprà lasciarti quel che hai" con Marco Mengoni, ballad soul, dai toni crepuscolari, con un testo meno al miele di "Noi" e dove la voce di Mengoni la fa da padrone: "imparerò a credere in noi"
"Quello che vuoi": "Erotismo del coraggio il senso è pratico" con Diodato, "cinematografica" con la ritmica "cuore pulsante" sinuosa e sensuale nel suo dipanarsi. 
"Tutto bene": "Si indagherà tra noi se il dolore sia pane di ogni giorno o il lievito di un'avventura"poetica e intima ballad con la chitarra a punteggiare, i violini a scaldare l'atmosfera "e il pianoforte ad ergersi" nel ritornello, non si poteva chiudere in maniera migliore l'esordio solista di Boosta: "E ho avuto le mie colpe ma ho fatto del mio meglio"

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