Passa ai contenuti principali

La mafia uccide solo d'estate (Rai Uno)


- "E se devo essere sincera anch'io mi chiedo se sia giusto metterli di fronte a quello che li attende di fuori"

- "Prima o poi lo scopriranno da soli"

Il film di Pif che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, al suo esordio alla regia, "La mafia uccide solo d'estate", è una finestra sulla Palermo delle stragi, negli anni '70-'80 veritiera e dolorosa. Ha affrontato una tematica così scomoda, in una Sicilia omertosa, ma lo ha fatto cambiando volto ai mafiosi, muovendoli all'interno di un sistema che oggi è cambiato. Quel film adesso è diventata una serie tv mandata in onda da Rai Uno ogni lunedì sera. Partendo da quella storyline, dalla stessa voce narrante di Pif, i personaggi però cambiano non solo nome ma anche prospettiva. A raccontare i fatti non è più Arturo ma Salvatore, sempre gli occhi di un bambino, che però è il co-protagonista: il personaggio principale è sicuramente il papà di Salvo, il signor Giammarresi, che ha il volto di Claudio Gioè (che nel film di Pif era un giornalista) che dona credibilità a quest'uomo che, al contrario del film, è una persona proba, onesta, ma ingenua. Sua moglie non è più la "vittima" rilegata in casa, anche perchè è interpretata da Anna Foglietta che ravviva il suo personaggio, sì sacrificato ma vivo. Lei è la fiammella di una comunità che ha avuto il coraggio di lottare, di amare, di mettersi in gioco, di porsi tante domande e di rialzarsi. Proprio l'opposto di suo fratello, che da vecchia volpe nel sistema c'è dentro con tutte le scarpe.


Nella serie tv i mafiosi sono sempre delle "macchiette", esseri piccoli con le loro debolezze; dei magistrati viene fuori la parte umana, buona, la paura nei loro visi, mentre a contorno, i siciliani in quegli anni, erano pupi mossi da burattinai, perchè ci sono uomini che ammazzano per le "fimmine", ci sono giornalisti che scrivono cose fantastiche, ci sono palazzi che spuntano come funghi e l'acqua manca per colpa del "malocchio". No, in realtà l'acqua manca come mancava la coscienza. A Palermo il bene e il male, difficili volti da distinguere, convivevano. 
Rispetto al film però, la serie tv Rai sembra un pò più "caratterista", più da "La meglio gioventù", ma va bene così, perchè la narrazione deve essere più veloce, meno didascalica, deve "dare per scontato". Tutto è funzionale a quello che accadeva nella "Sicilia mafiosa". Le parole dette e quelle non dette (tante per ovvi motivi), le passeggiate, le sottolineature, la ricerca di una casa, i temi in classe dei bambini, i preti pusillanime... tutto racconta di usura, pizzo, bombe, morti, omertà, mazzette, appalti truccati... solo un film, solo televisione, penserete. No, è la più cruda delle fotografie del recente nostro passato, un passato che rappresenta un fardello oggi. E' vero che la Sicilia è cambiata, la mafia è cambiata, probabilmente anche l'antimafia non è più la stessa... ecco perchè siamo qui a raccontarvela... Insomma, non è di certo il film, la sua tragicità viene fuori a piccole dosi, ma è sicuramente da consigliare a tutti gli italiani, da Nord a Sud. 


"Ma quindi a questa città ci vuole bene anche se ne parla male?"

"Fatela voi un'inchiesta sulla felicità!"

Protagonisti:
Claudio Gioè
Francesco Scianna
Anna Foglietta
Nino Frassica
Valentina D'Agostino

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Zen Circus e il nuovo singolo "Un milione di anni", il video

Il nuovo singolo degli Zen Circus, accompagnato dal videoclip ufficiale, è "Un milione di anni" e segna il ritorno della band toscana. Si tratta del terzo estratto da “Il Male”, il loro prossimo attesissimo album, già in preorder , in uscita in formato digitale il 25 settembre e formato fisico il 26 settembre, per Carosello Records. GUARDA IL VIDEO: CREDITI Produced by A71 Studios  Directed by Asia J. Lanni x Mòndeis  Co-Director: Francesca Bani  DOP: Sergio Bagnoli  Camera Op: Francesco Mancusi  Edit: Asia J. Lanni  Color: Sergio Bagnoli  Thanks to Boris Pimenov, Sartoria Caronte  Photos by: Caroline Tideman, Alice Pedroletti, Ilaria Magliocchetti Lombi, Maria Radicchi, Annapaola Martin ecc. “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo, scavando fino a trovare i nostri resti? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore? Esisteremo ancora? Sarà finita l’epoca manicheista del Bene contro il Male? Di que...