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The Young Pope - Il Giovane Papa di Paolo Sorrentino (Sky Atlantic)


"- Questo posto profuma di incenso e di morte, io preferisco il profumo della merda... e della vita"


Se scoperchiare il vaso delle contraddizioni e dei "misteri" che da sempre albergano nel Vaticano e nella Chiesa in generale, coi suoi scandali sia di natura politica, sessuale, malavitosa... è l'intento "palese" e riuscito del Premio Oscar Paolo Sorrentino, nella attesissima serie tv per Sky, "Il giovane Papa", "The Young Pope" e che il nostro riesca a far confluire il suo cinema, fatto di visioni e inconscio tipicamente felliniane (dall'apertura col bambino che si fa largo ai vicoli che si capovolgono), di quadri e spazi "circolari" di Kubrick e di materia "Pop" (immaginatevi Miley Cyrus che canta "Acqua siamo noi" in una corriera ad esempio) nel suo continuo fluire, in un magma così ampio di tempo senza batter ciglio e con notevoli colpi di classe... ci appare quasi normale, visto l'artista in se, che Oscar o meno, ha sempre fornito ottime pellicole, con un punto di vista "proprio", "forte", "d'autore vero". Premesso questo, "Il giovane Papa" ha in estrema sintesi due difetti non di poco conto








Primo: Jude Law, Pio XIII, Lenny... altro non è, non sono... che la maschera di Sheldon Cooper/Jim Parsons che proferiscono un Bazinga silenzioso... ma sono molto molto e ancor molto... più esaltati. Perché? Punto secondo, The Young Pope è un orfano e la ricerca di Dio per lui equivale alla ricerca del padre che l'ha abbandonato. Esplicitata in tutte le salse possibili, dai sogni/incubi del protagonista, alla figura del "padre spirituale" Spencer (James Cromwell), che già più didascalica non potrebbe essere e dal personaggio di Silvio Orlando (che si chiama Voiello, sarà un caso o tra i crediti compare...)  sorta di padre adottivo "terreno" ("- Aiutaci tu pipita - Chi è San Pipita?") a rafforzare il tutto, per non parlare dei dialoghi che vogliono far capire a tutti i costi allo spettatore "il dolore interiore" del Papa, che se è così cattivo, dietro c'è una storia dolorosissima. 







L'impressione finale, è che Sorrentino sia andato a sbattere letteralmente proprio su questi due punti. Uno perché evidentemente voleva il protagonista "borderline" sul serio, che non fosse solo un egocentrico del cazzo esaltato che ti sta sui coglioni alla prima inquadratura per forza di cose, "- Io sono il signore dio onnipotente, Lenny, tu ti sei illuminato da solo cazzo", cercando un'empatia "al contrario" se così si può dire, un antieroe reazionario per scagliarsi contro "le aperture perbenistiche e politiche" della chiesa per non perdere fans più che adepti al culto e secondo, nel cercare di dare una logica, una spiegazione psicologica al tutto e temendo di non esser capito, di non ottenere con lo spettatore quella empatia ricercata, finisce col preparargli la pappa bella e pronta. Inevitabile per chi si sieda al banchetto, restare delusi,se ti spiegano la ricetta passo per passo, l'entusiasmo via via finisci col perderlo"- Io non collaboro con i bambini di nove anni tu sei rimasto fermo a quell'orfanotrofio dove ti hanno abbandonato". Si perde in tal modo, proprio quel mistero che il Giovane Papa di Jude Law brama. 






Un Papa che viene eletto di sorpresa, tra giochi di potere non andati a buon fine, e che si ritrova catapultato al centro di un progetto divino, il suo "- Che cosa ha reso veramente grande la chiesa? La paura o la tolleranza? Un Papa "divo e al contempo bambino vendicativo" che si nega alle folle e fuma  ma le arringa nell'ombra perché "- L'assenza è presenza"come un genio del marketing e "l'ora della merendina" non può di certo aspettare.

Da continuare a vedere sicuramente, perché è di certo un'operazione coraggiosa e importante oltre che naturalmente di valore. Non riteniamo però visti i due punti messi in risalto, che possa migliorare più di tanto attraverso semplicemente gli sviluppi della trama.


"- Le uniche interviste che rilasciamo sono solo a Dio - Peccato non ce l'abbia ancora chiesto"


Personaggi e interpreti:


Papa Pio XIII (nato Lenny Belardo), interpretato da Jude Law, doppiato da Riccardo Niseem Onorato.

Suor Mary, interpretata da Diane Keaton, doppiata da Melina Martello.

Cardinale Angelo Voiello, interpretato e doppiato da Silvio Orlando.

Monsignor Bernardo Gutierrez, interpretato da Javier Cámara, doppiato da Marco Mete.

Cardinale Dussolier, interpretato da Scott Shepherd, doppiato da Simone D'Andrea.

Sofia Dubois, interpretata da Cécile de France, doppiata da Francesca Fiorentini.

Esther Aubry, interpretata da Ludivine Sagnier, doppiata da Valentina Mari.

Cardinale Caltanissetta, interpretato e doppiato da Toni Bertorelli.

Cardinal Michael Spencer, interpretato da James Cromwell, doppiato da Dario Penne.




Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio:Cristiano Travaglioli
Musiche:Lele Marchitelli
Scenografia:Ludovica Ferrario
Costumi:Carlo Poggioli, Luca Canfora
Produttore: Jude Law, Ben Jackson
Produttore esecutivo:Lorenzo Mieli, Mario Gianani, Viola Prestieri, Paolo Sorrentino, Caroline Benjo, Carole Scotta, Simon Arnal, Jaume Roures, Javier Méndez, Tony Grisoni, John Lyons, Ron Bozman (pilot), Nils Hartmann, Sonia Rovai, Roberto Amoroso
Casa di produzione:Wildside, Haut et Court TV, Mediapro

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