Vasco Rossi celebra i suoi 40 anni di carriera con "VascoNonStop" una mega raccolta dei brani del nostro a ripercorrerne la gloriosa carriera e che contiene 4 inediti che poi a dirla tutta l'inedito vero e proprio è soltanto uno, ma andiamo con ordine analizzando i singoli brani: "Un mondo migliore": il primo singolo estratto non è un gran che, è in certi passaggi quasi sembra una cover di "In questo mondo di ladri" di Venditti, provate a cantarla sopra su: "sai essere libero costa soltanto qualche rimpianto, sii tutto è possibile perfino credere che possa esistere un mondo migliore" dove cambia in pratica solo l'ultimo accordo. Il brano tra l'altro era circolato in rete un paio di anni fa, così come "Come nelle favole": "quello che potremmo fare io e te non si può neanche immaginare" ballad circolare dal mood anni 60, è senza dubbio il migliore degli inediti: "io e te a crescere i bambini a avere dei vicini". "L'amore ai tempi del cellulare": "non sopporto questo maledetto aggeggio che mi trova anche se non voglio" è un pop rock facile facile, con un solo finale di chitarra da dimenticare. "Più in alto che c'è": "non si può perdere tempo a cercare qualcosa e ti accorgi che è tardi però" è una filastrocca scritta per Dodi Battaglia dei Pooh, una trentina di anni fa, non male anche se musicalmente sembra una cover di Vasco stesso.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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