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Giorgio Faletti - Anche dopo che tutto si è spento




Comicità e televisione, letteratura, musica... forse non proprio in questo ordine ma Giorgio Faletti è stata una figura esemplare nel distreggiarsi abilmente in diversi settori sempre con ragguardevoli risultati... fa pensare il suo cammino "lento",  se si pensa che al giorno d'oggi gli youtubers del momento sfornino libri e dischi senza colpo ferire e nel giro di un paio di giri di ruota finiscono o sono destinati a perire, fagocitati da un mercato che ha già i nuovi eroi di ricambio. Faletti è stato un grande comico, indimenticabili gli anni dei Drive In, si a un certo punto improvvisato, è il termine giusto alla fine, cantante, nei primi anni novanta, è diventato poi autore di un best seller come "Io uccido" e scritto altri libri di successo. Altra storia, altra pasta, altra classe, rispetto ai camaleonti d'occasione d'oggi. Faletti è un mito, come lo volete chiamare uno che è riuscito a far centro con qualità in diversi ambiti, piegando "il mezzo" alle sue caratteristiche e mai abbassando la cresta, riuscendo ad essere sempre un passo avanti agli altri... Da dove vengono certi personaggi di Zelig che non citiamo nemmeno per manifesta inferiorità ma ci siamo capiti, chi ha portato la canzone sociale o il reading fatto a quel modo a Sanremo, chi non si è commosso, cuori di pietra che non siete altro... e se in una vecchia intervista persino Jeffery Deaver ci confessò di stimare il Faletti scrittore... "al di la delle copie vendute" di che stiamo parlando? Se non di un grande assoluto. "Anche dopo che tutto si è spento" ci riporta il cantautore che in fondo "non è stato" e che non fa mistero dei suoi amori, per la tradizione italica di spessore e per i giochi di parole, per le tematiche importanti trattate e per il suo essere credibile anche in questa veste ed è palese che musicalmente da questo album non ci si aspetti chissà quali rivoluzioni: Sette gli inediti, a cominciare da "Un uomo di carattere": dove è impossibile non pensare a Fossati, "In mezzo a polvere e sudore sto lavorando, sto lavorando a un nuovo amore" a "Le donne di Perez": "ora che gli anni è normale portarli un pò male per dove si va" dalla ritmica "sudamericana" come si confà al testo a "Va tutto bene": "va tutto bene amore mio per quanto può andare bene il mondo" al pianoforte, con una parte cantata in inglese, alla nuova versione di "Confessioni di un pianoforte": "perché è così che va la vita perché è così che va il mondo" alla sostenuta ballad "Unisex":"non penso al futuro perché già ce l'ho" e "La corsa dell'oro": "laggiù da qualche parte c'è un sogno" alla chitarra, tipicamente cantautorale, per finire con Il tappeto rosso": ancora con la chitarra portante, con belle immagini nel testo: " e con l'amore che gira il cuscino alla ricerca della parte fresca". Signor Tenente, L'assurdo Mestiere e altre riproposizioni del nostro meno note come "Identikit" arricchiscono l'album. 

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