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Per l'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani: "Tuto a contrari"


È uscito il 10 Dicembre scorso il video del brano dei Do'Storieski vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti 

È la storia di Mustafà che sente la mancanza del silenzio del deserto e affoga nella birra alla spina la nostalgia. È la storia dei nostri nonni partiti per l’America. È la storia di tutti i migranti che cercano fortuna. È “Tuto a contrari”, il brano dei Do’Storieski vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti al festival “Voci per la Libertà” 2016.

Il video del brano è uscito non a caso sabato 10 dicembre, in occasione dell'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Il video è stato prodotto dall’Associazione Voci per la libertà e Amnesty International, che lo hanno presentato lo scorso sabato a Villa Selmi a Polesella (RO) in una serata intitolata “Happy Birthday D.U.D.U.” e dedicata proprio al 68° compleanno della Dichiarazione universale dei diritti umani. Nella serata si sono alternate musica, creatività e buon cibo locale. Il clou è stato il doppio concerto dei Do’Storieski e dei Marmaja, altra band legata a Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty.
 
Ecco il video:



I Do’Storieski nascono nel 2011 dalla collaborazione di Leo Miglioranza e Alberto Cendron. Entrambi autori di esperienza, decidono di lavorare assieme e producono tre album: “Ostaria”, “Descanto” e “Disintegrati”, da cui è tratto il brano “Tuto a contrari”.
“Tuto a Contrari” è un brano antirazzista, incentrato sulla complessa - e a tratti paradossale - situazione dei migranti approdati in una terra promessa e inospitale. Racconta dello strappo, della perdita di radici di chi lascia la propria terra in cerca di fortuna. Non è uno strappo senza dolore e come le radici scoperte necessitano di nuova terra per continuare a vivere, così quelli che partono cercano un approdo sicuro per affondare nuove radici.


La regia del videoclip è firmata Dimitri Feltrin, giornalista, documentarista e video-maker trevigiano, che da tempo collabora con i Do’storieski. “Quello dei diritti umani è un tema che ho già affrontato a più riprese nei miei documentari, ma è la prima volta che mi capita di trattarlo attraverso il mezzo del videoclip - racconta Feltrin -. Non è semplice trattare questo genere di temi senza scadere nella retorica, o nel banale. In fase di ideazione, si è lavorato per sottrazione, cercando di attribuire importanza a ciò che manca: e a mancare, nel video, è qualcosa/qualcuno che dal mare dovrebbe arrivare, ma che non arriva mai. Ma un barlume di speranza c’è: il fuoco acceso in spiaggia, in concomitanza della fiamma del logo di Amnesty composto sulla sabbia con materiali trovati in loco, lancia verso il mare un messaggio preciso: 'siamo qui, vi aspettiamo, e vi accoglieremo'”.
 

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