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Poveri ma Ricchi di Fausto Brizzi




Adattamento italiano di "Les Tuche" - "Poveri ma ricchi", decima regia di Fausto Brizzi è una pseudo Favola Natalizia, più che un cine-panettone vero e proprio e fa persino la sua figura rispetto alla controparte. Dal punto di vista filmico c'è però un'ultima mezz'ora francamente imbarazzante che prende in giro l'intelligenza dello spettatore. Il piccolo "Kevi", in un mood da favola racconta la storia della sua umile famiglia: "-Questo è mio padre Danilo Tucci, titolo di studio quarta elementare", con tutti gli stereotipi del caso, che ben presto vincerà 100 milioni di euro e sarà costretta a scappare da Torresecca perché tutti vogliono da loro qualcosa, per rifugiarsi in un super hotel milanese dove però dovranno fare i conti con la mondanità e col ciò che significa essere ricchi oggi. A una prima parte comunque scorrevole e divertente che offre anche buoni spunti addirittura "alti", da commedia d'antan, come la sequenza al bancomat, con l'emozione della coppia De Sica e Ocone nel prelevare 150 euro, la pellicola va via via mostrando la corda, a causa di una trama prevedibile e inverosimle: lo zio scansa fatiche interpretato da Brignano che riesce a far innamorare di se una giovane cameriera, la Lodovica Comello, che ritroveremo a Sanremo, che odia specificatamente i ricchi, è alquanto "fuori" da qualunque logica... che viene risollevata d'incanto dalla "sorpresa Albano", surreale e divertente, ma che finisce come accennavamo all'inizio, a intestardirsi su tematiche stantie di dubbia morale e messaggi "facili" da far passare, con tanto di eccessi didascalici e trovate narrative finanche risibili. E' mancata la giusta direzione, avere ben chiare le idee, su quello forse che doveva essere in origine il progetto, ma c'è un ma "enorme" in ogni caso, è qui che si palesa "la non riuscita" perché è in origine, un'operazione che ha poco senso... dobbiamo finirla di riciclare film francesi e adattarli ai nostri costumi, non è che "Benvenuti al sud" fosse chissà che o meglio trasposto per intenderci ed è chiaro che non è di certo questa la via a una nuova vita della commedia all'italiana, sotto Natale o meno.



"- E che cosa ne farete di tutti questi soldi, ne darete una parte in beneficienza come Bill Gates?- Sto cazzo, io non lo so chi è sto amico tuo ma è di certo un coglione"

"- Milano - Amò semo in Europa"


"- Per la colazione, siete vegani? - No Gustà di Torresecca sulla Prenestina c'hai presente?"


"- Ce una cosa che non c'avemo più da quando siamo ricchi?- E dimmelo che te la compro?- Gli amici"


"- Io vivo di rendita - Lascito di rendita? - Lascito de culo"


"- Io ti ho sempre detto che mi fanno schifo i ricchi, non i soldi"


"- Io non so ricco, so solo un poveraccio coi soldi"


"- Dai amò non piagnè che al supermercato ti riassumono per far la commessa - E' per quello che piango"

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