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Sully di Clint Eastwood


Tratto da una storia vera, "Sully" di Clint Eastwood è "una storia americana" in piena regola che procede per false piste ma ha l'Happy End stampato sul volto di Tom Hanks nonostante tutto, recitazione ottima compresa del nostro si intende. Quando il capitano "Sully" prossimo alla pensione, decide per l'ammaraggio dopo uno scontro con degli uccelli che distruggono i motori, riuscendo a salvare 155 tra passeggeri e equipaggio tutti gridano al miracolo, a cominciare dalla stampa e dalle televisioni. La commissione di vigilanza però non è affatto convinta, pensa che si poteva tornare alla base o atterrare in un'altra pista vicina  e vuole vederci chiaro. La narrazione è tutta giocata sui ricordi del protagonista e i suoi dialoghi con la moglie a casa, assediata dai giornalisti e su dei flashback che comprendono anche gli altri personaggi in causa, dove il volo si ripete fondamentalmente uguale a se stesso. Tutto ciò dovrebbe insinuare dei dubbi nello spettatore, porsi delle domande, in primis: "Sully ha qualcosa da nascondere?" Ma è evidente che questo non è l'intenzione di Eastwood, che non calca la mano se non su la psicologia di Sully Hanks, facendolo correre per la notte semplicemente, impossibile non pensare a un Forrest Gump metafora e sottotesto. Quello che interessa è invece narrare come un uomo che "la gente" definisce sin da subito "eroe", viene messo sotto torchio da chi rappresenta "la legge". Però, ed è forse qui che sta il limite della pellicola, Eastwood non calca la mano neanche sotto questo aspetto, puntando tutto sulla fierezza di "Sully" e sulla veridicità dei flashback o ricostruzioni nella parte finale, che rappresentano il vero nucleo della pellicola. Ne esce di certo un film solido, commovente addirittura in qualche sequenza, ma di poca suspance e impatto emotivo, perché il thriller, viene messo di lato, la psicologia fa da sfondo e il dipanarsi degli eventi mediante flashback e ricostruzioni per l'appunto apporta poco e niente in termini di snodi narrativi. Ci aspettavamo di più, inutile negarlo, ma è innegabile anche che il personaggio, la storia di Sully in se, rientrano perfettamente nelle corde del cinema di Eastwood, che sforna comunque l'ennesimo buon film.  
"- Pensi di morire e poi miracolosamente non muori"
"- Tutto è senza precedenti quando avviene la prima volta"
"- Tra sei mesi ci faremo una risata sapendo di essere stati al David Letterman"
"- Che è successo mi spiegate?- Sei stato appena abbracciato da un'estranea"
"- Era da un pò che New York non aveva notizie così belle soprattutto con un aereo di mezzo"

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