Passa ai contenuti principali

Split di M. Night Shyamalan




Due ore per attendere l'ennesimo e vacuo colpo di scena di M.Night Shyamalan per cercare di dare un senso a un'accozzaglia senza fine di presunti dubbi, decisioni cervellotiche, nonsense, come se in ogni caso ci fosse un deus ex machina magnanimo a serrare le fila e ripristinare un minimo d'ordine in una storia che non ha alcun senso, logico, narrativo, spettacolare... da qualunque punto di vista la si guardi, Split si candida ad essere uno dei peggiori film di M.Night Shyamalan, che di film brutti se ne intende... ma appena dopo la visione, verrebbe anche da dire di tutti i tempi. Raramente abbiamo visto così poca "credibilità", un minimo di verosimiglianza negli accadimenti di sorta, raramente così tanta poco cura dei particolari, che se stai per altro cercando di creare un climax ad hoc, pare il minimo, in una storia del genere oltretutto... dove mancano tutti i quid del caso... è uno sparare sullo croce rossa ma tanto è, ormai l'abbiamo visto e quindi... VE LO SCONSIGLIAMO CALOROSAMENTE. E non abbiamo mai preso una posizione del genere riguardo una pellicola, ma quando si tratta di buttare i soldi letteralmente, ci sentiamo in dovere. La storia: si parte subito sul pezzo, tre adolescenti vengono rapite da un uomo che si capirà in maniera oltremodo didascalica che ha molteplici personalità, una delle ragazze rapite è strana, ha un background particolare che determinati flashback dovrebbero farci capire, c'è poi una psicologa che parla alle svariate identità dell'uomo e ne fa pure un caso scientifico da studiare, pare... di fatto ci sono tre ragazzine rinchiuse, non si evince il perché, in un trionfo del "ridicolo involontario", a un certo punto quando qualcuna tenta di scappare, scompare, anche se poi ricompare, e non si sa perché, porte che si aprono e si chiudono con nonchalance, ventitrè personalità dichiarate che dovrebbero creare una bestia inumana, non si sa perché, di cui forse se ne vedono cinque... e meno male, che dovrebbe finanche essere una scoperta scientifica... troppo.... con il passato della carcerata adolescente per eccellenza che ritorna a ogni piè sospinto, come a dire... ma ribadiamo "non si sa perché"... In tutto ciò manca la qualsivoglia logica, un minimo di razionalità per mettere a posto le cose. Noia e stupore per le continue inverosimiglianze narrative in attesa di un colpo di scena che riesce a essere al contempo didascalico e irritante per quanto annunciato. Della serie il nostro, ci ha costruito una carriera sul fatto che il morto era il bambino stesso, ora però ha stufato decisamente... parafrasando vignette virali: Della serie "Vedo i registi Scemi" alla resa dei conti si salvano un paio di film oltre al Sesto Senso della filmografia di M.Night Shyamalan... non è un caso, sopravvalutato come pochi e siamo nel 2017, il bluff è palese. Restate a casa, che fa pure freddo.



"- Tu hai una briciola sulla maglietta... per favore levatela"


"- Ti posso baciare? - Volevo baciare la ragazza con i capelli neri ma lei ora è nei guai - Si- Ora sei in cinta - Bacio Bene?"

" - Credevi che fosse una finestra vera? Così potevi scappare?"

"- Noi siamo eccezionali, noi non avremo mai più paura"

"- Tu sei deiversa dale altre, il tuo cuore è puro, gioisci, chi ha sofferto è più evoluto"

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...