I Genus Ordinis Dei sono una symphonic death band italiana che hanno tenuto 31 spettacoli in 40 giorni, visitando 13 paesi europei, nel corso del loro Delirium World Tour. Il loro tour si dirigerà presto verso il Sud America dove saranno supportati dai connazionali Lacuna Coil e dai danesi Forever Still. I Genus Ordinis Dei e i Lacuna Coil si conoscono dall'EP 2016, prodotto da Marco Coti Zelati, bassista, compositore e anche produttore dei Lacuna. I Genius sono una cerchia di amici di Cremona: Nick K (Vox e chitarre), Tommy Mastermind (Chitarre e Orchestra), Steven F. Olda (Bass), Richard Meiz (Drums). Tutti laureati nelle migliori accademie musicali d'Italia. Tra il 2011 e il 2013 la band ha marcato il proprio stile, fondendo una sorta di metal del nuovo millennio con sonorità sinfoniche. Durante questo anno, hanno iniziato anche a sviluppare l'idea di una trilogia, con l'album "The Middle", il secondo atto di tutta la loro storia. Nel 2014 i Genus iniziano la registrazione dell'EP omonimo uscito nel 2015, presso la JDM Studio di Jonas Macullo. Il produttore è proprio Zelati, presentato alla band da Fabrizio Scotti che da anni lavora nel settore della musica italiana. Così i Genus firmano con l'etichetta danese "Mighty
Music" per una distribuzione a livello mondiale dei due album. La band è entrata in studio durante l'estate 2016 per registrare "Great Olden Dynasty" che è interamente prodotto da Simone Mularoni (il più grande ingegnere del suono metal in Italia). Questo album conterrà un duetto molto speciale: Nick K con Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. Il primo singolo, "Halls of Human Delights" è stato pubblicato lo scorso ottobre, prima dell'inizio del tour europeo con Lacuna coil. Il nuovo disco uscirà presto. Intanto le due band metal italiane si godono il tour mondiale.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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