Marco Masini - Spostato di un secondo




Tra passato, presente e futuro, si muove "Spostato di un secondo" il nuovo album di "Marco Masini" che "ragiona letteralmente sul tempo" che è trascorso e che sarà, senza dimenticare di osservare con lucidità il presente. Su dinamiche tendenzialmente pop, Masini rilascia canzoni solide, ben scritte, che hanno poche sbavature, con uno sguardo sociale non banale specie in un paio di brani. Non ci sono a dirla tutta novità sostanziali ne canzoni "clamorose" ma di certo nel filone del nostro pop "Spostato di un secondo" è un lavoro sopra la media:

"Ma quale felicità": "non vedi che è folle questo silenzio che promette rumore" pop dance sulla velocità dei nostri tempi, su una base rimica e melodica solida e un buon arrangiamento: "ti do tre minuti per valere qualcosa"

"Nel tempo in cui sono tenuto a restare": "La fine del mondo è la soluzione" prosegue nello stile del primo brano, con meno variazioni nell'arrangiamento accentuando la parte ritmica

"Spostato di un secondo": il brano sanremese, scritto con Zibba, uno dei nostri preferiti della rassegna... moderna, con parti parlate e stop and go tra strofa e ritornello ben assestati: "e adesso vorrei sapere come sarebbe il mondo se tutto quanto fosse spostato di un secondo adesso ti vedrei scegliere di restare e invece te ne vai e io ti lascio andare"

"Tu non esisti": "e gli errori sono umani ma le tue mani sono errori che ho commesso e non mi pento perché preferisco piangere che non rimpiangere" è una delicata ballad con un ritornello aperto che ricorda certe armonie di "L'amore non esiste" di Francesca Michielin, con belle immagini nel testo, di sicuro impatto.

"Invece di scriverti una canzone": "siamo solo animali al digiuno lasciati senza cena" mood sospeso e ritornello solenne che non convince del tutto

"La massima espressione dell'amore": "proprio io e te che giochiamo solo senza regole" come sopra ma con una buona apertura nel ritornello decisamente di sicuro appeal

"Guardiamoci negli occhi": "Forse questo non è il tempo che sognavi di abitare però questo è il solo tempo che hai per vivere" ariosa e melodica con la melodia che ben contrasta le parole, donando alla fine "un senso di speranza"

"All'altro capo di un filo": "potevo fare meglio e dovrei fare meglio tutte le volte che dico ormai" suggestiva e delicata ballad che si dipana in un ritornello sinuoso... peccato per quel "Mi fischiano le orecchie" che apre la prima strofa.

"Qualcosa che cercavi altrove":  "l'ipotesi attraente che sia troppo tardi per cominciare a dire la parola noi" vale il discorso fatto per la traccia precedente con una punta di nostalgia che rende il brano evocativo.

"La vita comincia": " se non è concesso cambiare il passato proviamo ad amarlo" altra ballad delicata, con armonie meno scontate dove la voce del nostro dimostra la sua versatilità

"Una lettera a chi sarò": "da leggere quando mi sembrerà inutile, oppure quando mi sembrerà tardi o quando inizio a scordarmi di me, " al pianoforte, "degregoriana" per più di un passaggio, comunque intensa

"Signor tenente": riuscito omaggio al genio del compianto Giorgio Faletti, presentata nella serata delle cover sul palco dell'Ariston nonostante qualche eco di troppo che si poteva evitare

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