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Samuel - Il Codice della Bellezza



Il primo album solista di Samuel "Il codice della bellezza" è composto da 14 brani "rigorosamente orecchiabili" con suoni e arrangiamenti che hanno il loro perché e valorizzano "sempre" parole e melodie. Purtroppo però 14 brani risultano eccessivi e ascolto dopo ascolto l'album nel suo insieme appare un pò monocorde, con situazioni ed elementi che si ripetono nonostante Jovanotti, che firma ben 5 brani riesca a portare qualche novità, specie in "Più di tutto", "Niente di particolare" e "La luna piena". Non mancano in sintesi gli episodi degni di nota o semplicemente le buone canzoni... bastava forse solo variare maggiormente in determinate situazioni o accorciare la scaletta, eliminando quella manciata di brani che finiscono con l'assomigliarsi per struttura e dinamiche. Non siamo delusi alla resa dei conti, perché "Il codice della bellezza" è un lavoro gradevole, a tratti elegante, con molti spunti d'interesse ma è innegabile che da Samuel ci aspettavamo di certo di più.

"La risposta": "all'innegabile paura che questa vita non mi basterà"... il primo singolo estratto è un brano electro pop dissonante che piace appunto perché opportunamente sporcato "a tutto quello che non so capire, a tutto quello che verrà"
"Vedrai": il brano sanremese è l'altra faccia della medaglia del primo singolo, si noti il ritornello praticamente identico, con una strofa alla Daft Punk: "vedrai che riusciremo a dare ancora un nome a tutte le paure che ci fan tremare"
"Rabbia": "ed è bellissimo comprendere che tutto questo ora diventa indispensabile e che io posso solo arrendermi e sorridere di te" il secondo singolo estratto, procede a strappi per poi librarsi in pura melodia nel ritornello
"Il treno":  "Venderei subito quello che ho per un suo sguardo" mood black, sospeso, per ritornello arioso... non convince del tutto... 
"Più di tutto": "le tue prigioni al mio comando, anche tu hai una sconfitta giù in cantina" sorta di funky minimal, con un brutto ponte "ostinato" si riscatta con il ritornello anche se la melodia ha poco di originale: "liberi come animali come due porci con le ali"
"Dea": "tra le cose che non ti ho mai detto c'è tutto l'odio che ho per te" decisamente troppo pop... della serie la mano di Michele Canova si sente eccessivamente
"La statua della mia libertà": " le storie dell'apocalisse si mutano a volte in scenari da favola" ritmiche in levare, sound pop, il tutto nel suo dipanarsi un pò troppo scontato che fa il paio con "Passaggio ad un'amica": "so che niente in questo istante può tradirci" 
"Come una Cenerentola":  "siamo una Cenerentola e non saremo altro, solo un'ipotesi" mood minimal reso da un ottimo arrangiamento
"Qualcosa": strofa "sospesa" con una bella apertura nel ritornello con interessanti armonie, non banali: "vorrei che prima di arrenderci ci fosse ancora un battito"
"Niente di particolare": gradevole brano funky valorizzato da una azzeccata sezione ritmica; "se non altro quando sto con te faccio finta che va tutto bene"
"Voleva un'anima": "anche di plastica che fosse autentica che fosse sua" con Jovanotti che canta le strofe, ritmiche in levare e il ritornello ovviamente cantato da Samuel 
"La luna piena": vera e propria ballad, "nostalgia che arriva inesorabile come il conto a fine cena" intima e notturna
"Il codice della bellezza": la titletrack è oscura e ipnotica con le sue ritmiche "sommerse":se dovessi scordarmi di respirare lo faresti tu per me"

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