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"Sanremo Prima Serata": a rischio Ron, Clementino e Giusy Ferreri



In attesa della prima serata del Festival di Sanremo, c'è da sorbirsi prima l'inutile "Prima Festival"ancor più del passato a dire il vero.  Arrivano poi i Successi di Sanremo che non hanno vinto...  più il backstage coi cantanti, più interessante, con Nesli che si definisce un poeta punk mentre Michele Bravi non capisce cosa ci faccia e Raige dice che chi non lo conosce si è perso un pezzo importante del rap italiano. Alla grande. In bianco e nero Tiziano Ferro omaggio Tenco con Mi sono innamorato di te più coda orchestrale su Vedrai vedrai. Suggestivo visivamente.



Giusy Ferreri con "Fa talmente male" apre la gara "in assenza di risposte formulo domande" orecchiabile, semplice, in pieno stile della nostra, che parte acustica per ben presto diventare una sorta di classico brano pop "tormentone"... non canta benissimo la Ferreri, forse per problemi tecnici.
Subito dopo arriva Fabrizio Moro con "Portami via" dalla convinzione di non essere abbastanza forte" col pianoforte portante è la classic ballad alla Moro che vive di strappi con belle variazioni melodiche e in fase di arrangiamento, con gli archi che entrano come si deve nel primo ritornello con la crescita attesa nella seconda parte più un discreto special.




Raul Bova e la solita gag su Carlo Conti spalleggiato da Maria De Filippi arriva per presentare
Elodie con "Tutta colpa mia": "quante volte hai detto il tempo non cancella" ricorda Nina Zilli in toto, con strofa black e melodia anni 60 nel ritornello, con un testo banalotto e senza averne il mordente.
Per "Tutti cantano Sanremo" gli eroi comuni che sono i più speciali, ovvero le forze dell'ordine che in questi mesi di calamità naturali hanno salvato molte vite, è un bel momento, inevitabilmente didascalico ma "necessario" per più di un verso, se si pensa a Sanremo come specchio del paese.
E' il turno di Lodovica Comello con "Il cielo non mi basta": "ci nasconderemo al buio per non farci prendere dalle luci del mondo"dal mood sognante, sospeso, non male nel complesso, con un testo neanche banale e un  ritornello arioso ma incisivo, non ce l'aspettavamo, potrebbe essere una possibile sorpresa.



La copertina di Maurizio Crozza è al solito ficcante e incisiva:
"- Sicuri di voler fare il Festival delle grandi intese? L'ultima volta che un toscano ha fatto una cosa del genere si è preso una tranvanta"
"- Dopo Renzo e Lucia, Carlo e Maria, Manzoni direbbe i promessi sponsor"
"- Salvini è pagato dall Europa per dire di uscire dall Europa"
"- La Raggi non è scemo è sindaco e devi essere proprio sindaco per governare a Roma"
" - Sanremo che è trasmesso in eurovisione per vendicarci dell Europa".



Fiorella Mannoia con "Che sia benedetta" la performance più attesa, pur con qualche rima di troppo nel ritornello, riscattato da un buono special, è un brano classico nel suo dipanarsi, una ballad di sicuro impatto, che di certo concorrerà fino alla fine per la vittoria finale: "che sia benedetta per quanto assurda e complessa la vita è perfetta".
Ad Alessio Bernabei con "Nel mezzo di un applauso" viene il compito di arrivare dopo la favorita: "se vuoi trovami cercami nell' imprevisto" è un pop dance strutturalmente identica al pezzo dello scorso anno con certe parti del testo quanto meno esagerate, il nostro stona nel ritornello che ricorda "Se una regola c'è di Nek".



Torna Tiziano Ferro con "Potremmo ritornare" e trova pure il tempo di commuoversi sul finale, subito dopo arriva Carmen Consoli per "Il conforto". il nuovo singolo estratto da "Il mestiere della vita".
Albano con "Di rose e di spine" parte basso, intimo: "esisti tu nei miei un sole eterno che mai tramonterà" non dispiace con la voce emozionata, poi però parte la solita romanza e ad ogni momento pensi che parta "all'alba vincerò" o "è la mia età che se ne va".
Dopo il giusto e doveroso ricordo di Claudio villa a 30 anni dalla scomparsa, arriva Samuel con "Vedrai" un funky dance sicuramente di presa, ben arrangiata con opportune pause "se siamo ancora qui vuol dire che un motivo c'è" e con un ritornello che cerca "Una risposta".



Nicola e Valeria ovvero la coppia al cinema Albanese e Cortellesi con "Un mondo di parole" a presentare "mamma o papà" molto divertenti, con la Cortellesi che si cimenta anche in Ancora di De Crescenzo, facendo venire invidia ai cantanti in gara.
Ron con "L'ottava meraviglia" è uno dei più convincenti: "la mia vita è una candela brucerà lasciando cera" sospesa e intima con un ritornello ben costruito.
Maria inciampa ma parla seriamente di bullismo, è uno dei momenti più toccanti della serata coi ragazzi di "Mabasta".
Poi è il turno di Clementino coi sui "Ragazzi fuori": "Resto fino a quando sorriderai tra le luci de mattino non ti sveglio in questo sogno"è un brano rap pop piacevole, peccato che il nostro usi il napoletano solo per due frasi,  ha un'altra incisività in dialetto.



Dopo Ricky Martin e i suoi successi, tanto ballo e tanto sudore, che serve al Festival e agli spettatori per riprendere il ritmo, arriva Vietato morire di Ermal Meta: "hai smesso di sognare per farmi sognare e adesso le tue parole sono una canzone", è un energico e sentito brano che prosegue il discorso del nostro di "Lettera a mio padre" anche musicalmente, qui il soggetto è la madre e la canzone è di certo una delle più toccanti ascoltate questa sera.





C'è  ancora da registrare la divertente esibizione di Ubaldo Pantani nei panni di Bob Dylan che se "Trump può essere il presidente dell'America, io posso parlare in italiano"e ancora Diletta Leotta, Rocio Morales, i Clean Bandits, Valentina Diouf e Marco Cousin, Rocco Tanica, tanti interventi che sembrano infiniti... ma "finalmente"  arriva il verdetto: i cantanti a rischio eliminazione sono: Clementino, Giusy Ferreri e incredibilmente Ron.

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