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Smetto quando voglio Masterclass di Sydney Sibilia


"La vita ci sta dando un'altra possibilità, rimettiamo su la banda"


Smetto quando voglio Masterclass è il secondo episodio di quella che il regista Sydney Sibilia ha pensato come una trilogia. Si mostra come un film commedia divertente e leggero, certamente al passo coi tempi e preferibile a molti prodotti dell’attuale commedia italiana. Il film trae la sua forza dalla riproposizione dei paradossi che caratterizzavano il primo episodio, rifacendosi a suo modo al celebre “I Soliti Ignoti”.


La banda si riforma ma stavolta a favore della legge, per uno sconto di pena a Pietro Zinni/Edoardo Leo e la ripulitura della fedina penale a gli altri, per combattere i creatori di nuove e potenti droghe. Pietro tiene all'oscuro la sua amata Giulia/Valeria Solarino, incinta del loro primo figlio, e da qui scaturiscono momenti di ilarità. Viene fuori il personaggio dell’ispettore Coletti, la bella e brava Greta Scarano che non si fa remore a utilizzare il suo potere per raggiungere i propri scopi o per salvare la faccia.
Gli eventi girano quasi esclusivamente sulla figura di Edoardo Leo, il protagonista che viene investito dalle sue paradossali peripezie familiari e sociali, spesso costretto a barcamenarsi maldestramente in situazioni tragicomiche, in cui assume un ruolo sempre più significativo.
Le new entries della banda, i cervelli recuperati dall’estero, hanno un ruolo sostanzialmente molto marginale e non forniscono valore aggiunto al film, se non ai fini della riuscita delle tante e brevi gag che suscitano le risate del pubblico e riempiono alcuni momenti di stanca.
In sostanza, l’incredibile banda di laureati, ricercatori e latinisti, prestati al crimine perché la loro cultura non sembra essere utile alla società, cambia obiettivo, ma non sembra fare un salto di qualità, anzi tradisce un po’le attese suscitate dal successo del primo episodio,che aveva un marcato carattere di originalità e di brio.
Nel complesso, si tratta di un film con una sua coerenza, divertente ma non entusiasmante quanto a trama e regia, di certo  inferiore al primo, andrebbe probabilmente giudicato solo dopo aver visto anche il terzo, al fine di poterne valutare la valenza effettiva.


"Perché hai una svastica sul casco?
- Perché sono venuto con un sidecar originale del III Reich e non è che posso andare con un casco normale su un sidecar originale del III Reich, altrimenti sembrerei un cretino"







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