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Decibel - Noblesse Oblige



Il ritorno dei Decibel a quasi 40 anni di distanza dall'ultimo album è qualcosa di miracoloso, da festeggiare e basta, ma sarebbe un peccato non concentrarsi abbastanza sulle nuove canzoni che compongono "Noblesse oblige" che sono decisamente valide e attuali, come il sound della band, che non è invecchiato per niente, a dimostrazione di quanto i nostri erano decisamente avanti per quegli anni, ovviamente restando in Italia. Semplici, lineari, che sanno dove andare a parare, i Decibel oggi, inevitabilmente maturi affrontano i cambiamenti dei tempi, c'è nostalgia e malinconia e specie nei brani a tema amoroso emerge il songwriter del Ruggeri che conosciamo da solista, ma quando lo sguardo viene spostato sulla società odierna, i suoi vizi e le sue vanità, ritroviamo i Decibel cantori lucidi, taglienti e spiazzanti al tempo stesso, oggi come allora. Andando ad analizzare i brani, non avrebbe senso parlare di "Contessa" e "Vivo da re" che i nostri hanno inserito nell'album, sono due pietre miliari della nostra canzone d'autore, poco da aggiungere... Iniziamo da "My My Generation" : il primo singolo estratto, giocato tra nostalgia e fierezza: "quella strada ora non c'è più non c'è più quel club ora non si suona più c'è una banca nuova" è un brano rock che non nasconde le sue radici ed è di sicuro impatto con tanto di finale citazionista, da Lou Reed ai Clash passando per i Talking Heads. "Noblesse oblige": "le persone che non ci somigliano non ci piacciono" la title track è una deliziosa marcetta beatlesiana: "e vite vissute tra gli exploit e le cadute". "Gli anni del silenzio": "passi la vita aspettando che scenda la sera" sound e dinamiche new wawe per questo intenso brano sui rapporti di coppia logorati dal tempo.
"L'ultima donna": è una ballad "malinconica" e altrettanto poetica: "quello che conta è chi calerà il sipario, quello che conta è chi resterà con te". Con "Universi paralleli": i nostri alzano i giri, un rock blues classico con un ottime varianti e un testo incisivo: "prova a dare credito al fiorire delle ipotesi più fantasiose". "Il Jackpot ": swing e ironia a osservare una selva umana che fa finta di niente: "e si vive e si muore nella noia nel rancore fra la gente che non sente che si aiuta e cerca il posto che non ha". "Fashion": filastrocca pop alla Decibel con ancora una volta un testo centrato e non banale: "e ogni vita perde il suo valore è lo stesso film la partita ha il suo vincitore non sarà mai tu". "Crudele poesia ": cantilenante  intensa ballad: "io non posso vivere con te se tu non ci fossi morirei c'è una croce da portare in due tra le mie ferità e la felicità". "La bella e la bestia ": "io non vedo uomo peggiore di me" irresistibile pop tipico dei nostri con inserti blueseggianti e ritornello irresistibile: "tutti che ti chiedono qualcosa da vendere ma l'anima un prodotto non è" potrebbe essere il prossimo singolo. "Triste storia di un cantante ": "perché tutto è lecito per un disco in più" filastrocca dall'aria antica nobile e popolare "vuole sempre quello che non ha". "Il primo livello ": rock solido e tirato su come le masse vengono soggiogate: "e muovendo i fili cambierà la tua opinione".

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