Espada - Love Storm


Giacomo Gigli e i suoi "Espada" con "Love Storm" rilasciano sette perle di rara bellezza per un album immaginifico dove chiudere gli occhi e spalancare le orecchie è la naturale conseguenza. Un viaggio oscuro ma di un buio decisamente affascinante, per una deriva sonora che ammanta nel suo dipanarsi, dove i generi sono solo un pretesto, una forma da cui partire per una libertà che si prende il gusto di sperimentare con classe ed eleganza. Il tutto con una voce straordinaria, da pelle d'oca... varia e duttile nelle sue sfumature... e se l'iniziale e incendiaria "Hard times": trascinante cavalcata country, ci fa inevitabilmente pensare ai Doors di Jim Morrison, già nella successiva "Dwayne": dolente ballad resa con un ottimo arrangiamento, essenziale ma che sa colpire nel segno... il pensiero corre a Tom Waits, ma è solo un impressione e ormai "siamo dentro" e uscirne non si può e allora arriva "The number": un sinuoso country blues alla Nothing Hillbillies di Mark Knopfler con per l'appunto pregevoli interventi chitarristici e scorci psichedelici e si coninua con "The tour": "ninna funerea" raffinata, melodicamente ineccepibile, un vero e proprio gioiellino. "Young and devious": ne sembra per certi aspetti proseguirne il mood aggiungendo "schiarite", facendo per così dire filtrare la luce, ammaliante. "Heat of ice":atmosfera raggelata, ritmica marziale, una chitarra "che cerca di penetrare" e finisce col ricamare "bellezza"; chiude come se fossero onde del mare di notte che vengono da lontano "The well": dilatata, con le sue sfumature "cinematografiche". Ve ne consigliamo caldamente l'ascolto.

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