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Il Pan del Diavolo - Supereroi




Tante collaborazioni, da Piero Pelù a Umberto Maria Giardini passando inevitabilmente per i Tre Allegri Ragazzi Morti, ma i "Supereroi" che danno per altro il titolo al nuovo album de "Il Pan del Diavolo" assomigliano sempre e  solo a loro stessi, accentuando un minimo di vena pop qua e la tra i brani. La veemenza espressiva è identica, i testi appaiono più maturi ma è la proposta in se a rimanere uguale... i nostri nel corso della loro carriera fondamentalmente hanno proceduto via via "smussando angoli" ma non hanno mai stravolto il loro impianto di base, può essere tutto ciò visto come un pregio... e come un difetto... i Marta sui Tubi erano un duo, sono diventati un trio... una band vera e propria e sono lo scorso anno, tornati quasi all'origine... può piacere o meno ribadiamo, ci sono i nostalgici, ci sono i forieri della novità ad ogni costo... Com'è Supereroi? Sono "Il Pan del Diavolo", non dispiacciono, neanche i brani più orecchiabili tra virgolette e "anche se certe sporcizie hanno sempre il loro fascino" ci piacerebbe nel futuro essere sorpresi dai nostri, per ora va bene così:

"Sempre in fuga": "ti diranno scegli, alzati o ti arrendi" chitarra e ritmica arrembante in pieno stile Pan del Diavolo: "tutto intorno è nostro come una pietra che ruota chi non cerca trova una traccia una cosa rara insieme fino alla fine e sulla sponda ti ho lasciato un messaggio" "

"Supereroi": "verme in una mela perfetta" la titletrack è anche il secondo singolo estratto e mantiene l'impianto trascinante della prima traccia, più centrato il testo, con più attenzione alla melodia: "illusi e con gli occhi rossi sopra di noi forse qualcuno potrà sentirci"  

"Tornare da te": "vita dove ti sei bruciata?" è stato il primo singolo estratto ed è sicuramente uno dei brani migliori dell'album, suggestivo e malinconico con un ottimo ritornello: "se guardi il mare hai voglia di urlare se sei così pazzo da poterti buttare"

"Strisce": "le piace puntare in alto, giocare sporco" folk blues d'impatto, piace il testo e l'arrangiamento: "oggi ti basta così poco per sentirti speciale"

"Aquila solitaria": "c'è che non credo che si possa volare che il sole in faccia non si può guardare dritto negli occhi" semplice e diretto, finanche orecchiabile

"L’amore che porti": folk ballad, con un bel testo e una parte strumentale che ha decisamente il suo perché: "osserva il mondo materiale quello che sorge all'alba potrebbe non tramontare

"La finale": "giocavo a nascondino con un'uscita di scena se vuoi vieni anche tu" buoni ricami armonici sulla ritmica incessante "grazie della dritta ora levati di torno"

"Mondo al contrario": "apriamo lo champagne lo facevamo appena svegli" con la chitarra solista a punteggiare opportunamente, folk blues contaminato: "in un mondo al contrario posa sulla mia testa la tua mano"

"Messico":"il passato è già lontano in Messico sopra un aeroplano con la dolcezza e anche un pò l'amaro oggi il cielo è a portata di mano" un vero e proprio brano country, con tanto di echi nostalgici nel ritornello  

"Qui e adesso": "il tuo passato è solo sei sempre tu che lo vai a cercare, ma ora voglio cambiare, cambiare per me" evocativa ballad con la chitarra solista forse sin troppo invasiva, a rimarcare praticamente ogni frase: "non saremo mai soli se apri gli occhi adesso!

"Gravità zero": mood incendiario specie nel ritornello ma anche troppa enfasi, meglio le parti più propriamente strumentali prima del finale gosth track: "scambi la tua veglia con il sonno"

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