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"La verità, vi spiego, sull'amore" di Max Croci



"La verità, vi spiego, sull'amore" di Max Croci è un film letteralmente delizioso che fa divertire di gusto, con classe e ironia e riesce anche a far riflettere, rifuggendo la banalità. Questa è la commedia italiana che ci piace, a cominciare da una regia moderna ed efficace ( si veda a riguardo la sequenza che potremo definire "dall'altalena al letto"), passando per una sceneggiatura scorrevole, intrisa di dialoghi e situazioni spassosissimi, con dei personaggi perfetti nei rispettivi ruoli.  La pellicola prende avvio dal racconto della storia d'amore tra Dora, Ambra Angiiolini e Davide, Massimo Poggio, durata sette anni. E' Ambra a narrare la vicenda, è il suo, il punto di vista e spesso per questo si rivolgerà in camera, espediente necessario, per traslare il racconto dallo scritto allo schermo. Per chi non lo sapesse il film si basa sul libro omonimo di Enrica Tesio, scritto per bissare il successo del blog TiAsmo. Dopo due figli e nessun matrimonio, Poggio lascia Ambra e Torino per Milano, semplicemente perché l'amore è finito ("- Tu sei l'unico uomo al mondo che lascia moglie e figli senza avere un'amante" gli dice la madre, una fantastica "Cougar" Giuliana De Sio) e di questo la donna non riesce a farsene una ragione e cerca in tutti i modi di preservare la vita dei figli "- Non temo la fatica ma di perdere il ritmo, la verità è che non so cos'altro fare a parte correre". Carolina Crescentini interpreta Sara l'altra faccia della medaglia "- Lei non fa figli fa serate" e passa per relazioni brevi, fino all'incontro con Simone, Edoardo Pesce, un bidello poeta, che finirà per far da babysitter ai figli di Dora. A far da contorno, i genitori e un'acida collega interpretata da Arisa, a cui è anche affidato il tema musicale portante. Sceneggiatura scorrevole dicevamo all'inizio, ma non così tanto didascalica da immaginare l'evolversi della vicenda, che vede principalmente l'incontro di Dora con un nipote dei suoi vicini e l'entrata del babysitter sui generis in casa. Ad evolversi è il valore del racconto in se, ovvero quello che la storia riesce a comunicare, nel suo dipanarsi e nello splendido finale, che a seconda della sensibilità di ognuno, può apparire persino commovente. Di non poco conto poi, ci sono almeno tre scene cult, a cominciare dalla morte della tartaruga causa spaghetto: "- E adesso dove va? Che nessuno pronunci la parola paradiso... nell'umido, va nell'umido" alla gara di pannolino tra babysitter e madre Dora, Mimì, interpretata da Pia Engleberth e la scena del bagno che avete ampiamente visto nei trailer. Vi lasciamo con alcune delle frasi più divertenti:

"- Diamo la caccia al bruco" 
"- In che fase sei quella in cui vuoi morire o quello in cui lo vuoi morto?
"- Mamma io ti ho trovato al letto col piastrellista - Dovevi stare a scuola - Veramente avevo il morbillo - Allora dovevi stare a letto".
"- Mamme a grappoli come le emorroidi"
"- Tu hai dei super poteri? So dire San Benedetto del Tronto ruttando"
"- Sara ti prego rispondimi dimmi che ho fatto? Sto facendo m'ama non m'ama con la cartaigienica"
"- Tu non mi devi chiedere perchè me ne sono andato ma perchè non mi hai fermato"

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