Massimo Zamboni: "Nessuna voce dentro" il nuovo libro dal 16 maggio


Torna in libreria dal 16 maggio Massimo Zamboni con "Nessuna voce dentro". Così l'ex CCCP e CSI spiega il titolo e descrive il volume: "Chi scrive un libro, scrive anche un titolo che lo rappresenti. Non è stato semplice sceglierlo, e in un primo tempo avevo pensato a “Sonata a Kreuzberg”, quasi fosse un atto dovuto rendere omaggio a quel quartiere di Berlino ovest dove tutto accadeva in modalità esagerata, sia verso l'alto che verso il basso. Suonava bene, con quel “Sonata” così italiano e quel “Kreuzberg” così duro alle nostre orecchie. Poi scavando più in profondità nelle pagine scritte, mi sono reso conto che tutto quel viaggio, tutta quell'esperienza, non era altro che una ricerca disperata e disperante di una propria voce, con la quale entrare nel mondo. Berlino mi ha offerto quella voce, nella maniera più impensabile e non mediata. Questo mi lega ancora a quella città: la riconoscenza. “Nessuna voce dentro”, allora, il titolo".


Massimo Zamboni si racconta così: "Questo racconto ritrae un viaggio d’iniziazione nella tumultuosa Berlino del Muro e delle case occupate. È il 1981 e Massimo Zamboni ha ventiquattro anni: più che scappare dalla provincia emiliana è alla ricerca di sé; come ogni ragazzo, in ogni epoca. Il suo racconto autobiografico si intreccia con il percorso esistenziale di tutti quei giovani europei che nel corso di quell'anno, quasi obbedendo a un richiamo nell'aria, si trasferirono a Berlino ovest, intuendo la peculiarità di quella città, dove la musica, la storia, la cultura, la voglia di futuro, la speranza e l'oscurità si fondevano dando luogo a un mix irripetibile di intensità e fragilità. Una lunga estate di formazione che impartirà al protagonista una lezione fondante: l'uomo è condannato alla storia. Un malessere indecifrabile insinua che l'abbandono alle sole istanze della vita ci impedirà di attuarci pienamente come uomini, poiché le istanze individuali trovano senso pieno unicamente quando si sciolgono nei grandi tempi collettivi".

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