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Paola Turci - Il Secondo Cuore




"Il Secondo Cuore di Paola Turci" sono undici canzoni che vanno dritte per la propria strada con fierezza, usando dinamiche propriamente pop nella prima parte, per distendersi in atmosfere più rarefatte, folk, nella seconda... senza mancare di stupire qua e la. Un album di qualità, nonostante certe soluzioni smaccatamente "da classifica" e nonostante alla resa dei conti non ci sia niente di nuovo. Ci aspettavamo di più, è inutile nasconderlo... ma delusi, non ci restiamo di certo, perché le canzoni ci sono... magari l'abito ha fatto il monaco che ci aggrada poco:

"Fatti bella per te":"ti rivedrai dentro a una foto perdonerai il tempo passato e finalmente ammetterai che sei più bella" come avevamo già scritto raccontavi dell'ultimo Sanremo, l'unica cosa che non ci piace sono i coretti alla Coldplay per il resto è stata una ventata "rock" per la kermesse e in assoluto il nostro brano preferito che anche al di fuori del contesto non dispiace di certo, anzi.

"La prima volta al mondo": sin dall'inizio si respira una modernità "esagerata" per certi versi, ammiccante e "commerciale" specie nella ritmica "spendo la vita e poi farò i miei conti altrove" ma il brano è gradevole e di sicuro impatto.

"Ci siamo fatti tanti sogni": "e anche oggi faccio finta di volare per dimenticare" intensa pop ballad, costruita opportunamente.

"Un' emozione da poco": cover del celebre brano di Anna Oxa già portata al Festival, che ben si inserisce nella tracklist. 

"La vita che ho deciso": "come una buona idea a cui non rinunciare" accumulo di pathos e ritmica accattivante "c'è sempre bisogno di te"

"Combinazioni": "ed ho imparato la malinconia da sola" per piano e voce, mood nostalgico che si distende morbido e leggero.

"Sublime": "Io so che non so" a tinte black che non ti aspetti,  piace e convince: "le linee delle mani sono strade infinite che cambiano"

"Nel mio secondo cuore": "tutto ciò che è stato è tutto ciò che sei" la titletrack è una folk ballad delicata e suggestiva che non manca di emozionare: "cercami dentro a queste parole nel mio secondo cuore"

"Tenerti la mano è la mia rivoluzione": "fuori cerchiamo la felicità come fosse oro"  melodia non originalissima, "per un brano pop italiano" che si dipana sostanzialmente tra stop and go, non dispiace... ma risulta decisamente standard.

"La fine dell'estate": "le nostre parole si sono lasciate qua" melodia complice ma non banale, per un brano che ha sapori nostalgici e forza di ricominciare nello stesso tempo. 

"Ma dimme te": "fammi vedè se ci hai gli occhi sinceri o se solo neri come i corvi che ti aspettano per rubarsi tutto l'oro" folk  popolare "alla romana", a chiudere l'album, non male.

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