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Sick Tamburo - Un giorno nuovo



Quarto album per I Sick Taburo di Gian Maria Accusani, “Un giorno nuovo” ha nove canzoni essenziali, scevre di orpelli, che vanno dritte al punto con sincerità smaccata, semplici e vere, intense, capaci di emozionare. Musicalmente non c’è niente di nuovo, se non da segnalare certe sonorità di matrice wawe che in ogni caso vengono rese con arrangiamenti minimal che vanno al cuore, a ribadire come non ci sia bisogno di fronzoli, quando le parole sono quello che contano e restano:
“Un giorno nuovo”: “scienziati studiano cose tra queste cose ci siamo anche noi” chitarra acustica, accordi semplici, gran testo, il primo singolo estratto e titletrack è di una sincerità disarmante: “non sprechiamo parole godiamoci quello che abbiamo qui”
“Sei il mio demone”: filastrocca pop rock abbastanza standard nel suo dipanarsi, l'episodio più debole dell'album a nostro avviso:  “sei il mio angelo e ti voglio sei il mio demone e ti voglio”
“Oltre la collina”: crescita d’intensità ben resa dall’arrangiamento che vede entrare opportunamente “tardi” la batteria e gioca sulle sfumature: “prova a non pensare e lascia andare un pò”
“Perdo conoscenza ancora”: incedere marziale, tribale, tra parti d’attesa e altre d’attacco: “no a vent’anni non si può morire” 
“Con prepotenza”: “entra piano e non muovere niente, ho un equilibrio e va bene così”  mood retrò dolce amaro, testo bellissimo: “il dolore certe volte è speciale ma spesso è segno di incapacità”
“Dedicato a me”: “c’è un animale dentro me se mangerà anche te non proverò dolore” ipnotica e “malata” alla Sick Tamburo, è il caso di dirlo
“Menomale che ci sei tu”: “a non credermi”  filastrocca “a tema” di stampo new wawe con Motta, che suona anche la darabouka
“Ad altro siamo pronti”: “ci scordiamo raramente ormai ma non scordiamo niente” tra punk e melodia:“ci toccavamo tra la gente e poi ci sentivamo grandi”
“La fine della chemio”: “e sempre noi rideremo e non ricorderemo niente” rinascita e speranza per incedere incalzante “finché il sole si alza non si muore” a tratti emozionante

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