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Tredici – Th1rteen R3asons Why (Netflix)


“Ciao, sono Hannah, Hannah Baker. Non provare a sistemare il dispositivo che stai usando per ascoltare. Sono proprio io, in stereo. Nessun ritorno in scena, nessun bis e assolutamente nessuna richiesta, questa volta. Prenditi da mangiare, mettiti comodo. Perché sto per raccontarti la storia della mia vita”.

Una vita raccontata in 13 episodi (che diventeranno probabilmente 26) tante quante le musicassette che la ragazza, Hannah Baker (Katherine Langford), lascia a Clay (Dylan Minette) dopo il suo suicidio, nelle quali racconta ciò che è realmente successo nelle settimane prima quella scelta drastica. Questo l'incipit di “Tredici. Th1rteen R3asons Why”. Clay e Hannah sono semplici adolescenti, lui ama lei, lei sembra interessata ad altre cose e ad altri individui, pestando il suo cuore, almeno in principio. Tutto parte dal giorno in cui Clay trova un pacco davanti casa sua che contiene 13 musicassette nelle quali la ragazza spiega i tredici motivi che l'hanno spinta a farla finita. A poco a poco il ragazzo si rende conto di quanto non conoscesse Hannah e di quanti segreti lei ed alcuni suoi compagni gli hanno sempre celato. 


Tra sotterfugi e rancore si espande una storia sorprendentemente forte e vera, con flash-back continui che riaffiorano dalla mente dello stesso Clay o da quelle musicassette ormai diventate molto preziose. Basata sul romanzo dello scrittore Jay Asher, rivisitata per la tv da Brian Yorkley e diretta dal premio Oscar Tom McCarthy, “Tredici” è una serie molto attuale, che mette in scena gli adolescenti di oggi, con i loro problemi che sembrano insormontabili, il bullismo, le amicizie tradite ed i primissimi approcci con l'altro sesso. La prima inquadratura è quella dell'armadietto di Hannah, dove i compagni hanno affisso una serie di messaggi che la ricordano e da lì si propaga a macchia d'olio, con la voce della stessa che narra in maniera fredda e distaccata ciò che è accaduto. Ed il bello sta proprio nel fatto che non c'è nulla di sovrannaturale nella voce della ragazza, lei non ci parla dall'aldilà, come avveniva ad esempio per Mary Alice di “Desperate Housewives”, no, la voce di Hannah ci arriva dal passato, da quelle registrazioni su cui ruota tutta la storia. 


Il viaggio di un'adolescente come molte altre parte da umiliazioni e speranze disilluse, da esperienze orribili ad affetti smarriti, il tutto col volto di una giovane attrice che riesce benissimo nell'intento di trasportarci all'interno di una storia così cruda e forte, anche se è Dylan Minette il vero punto di forza di un cast particolarmente giovane, perché riassume nel suo viso tutto il disagio e la frustrazione maturati in quelle settimane prima della fine di tutto. Nel cast emerge anche una splendida Kate Walsh (“Private Practice”), imbruttita, struccata, straziata dalla morte inaspettata della figlia, con quel senso di colpa che la colpisce come un pugno allo stomaco del “non ho fatto tutto ciò che avrei potuto fare come madre”. 


Certo, forse la presenza delle musicassette in una serie del 2017, tra smartphone ed ipod è una scelta un po' azzardata, perfino trovare un mangianastri portatile diventa un po' strambo, ma questo non esaurisce l'interesse che si crea intorno alle figure di Hannah e Clay e alla bellissima storia messa su da “Tredici. Th1rteen R3asons Why”. E grazie sempre alla Netflix che lo scorso 31 marzo ha divulgato quest'altro piccolo gioiellino seriale di non poco valore, che si va ad unire a precedenti produzioni di qualità eccellente per un continuo esempio che unisce successo e qualità.

Personaggi e doppiatori:

Clay Jensen (Renato Novara)
Hannah Baker (Martina Felli)

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