The Kolors - You


The Kolors tornano esattamente due anni dopo l'esordio da 4 dischi di platino di “Out”, ma siamo ben lontani da quel primo lavoro composto prevalentemente da hit radiofoniche acchiappa-visualizzazioni youtube. Stavolta i nostri appaiono, sono... decisamente più maturi e pronti anche per convincere la critica che li aveva giudicati in quanto "merce uscita da Talent Show", pregiudicando un album come “Out” che alla resa dei conti, non era niente male. “You” è dunque sicuramente meno “commerciale” meno ammiccante, soprattutto in una discografia italiana invasa dal pop usa e getta come quella di oggi. The Kolors è una musica che da sempre strizza l'occhio a quel mondo electro dance a cavallo tra gli anni '80 e '90, con abbondante presenza di synth. Il primo singolo scelto per promuovere l'uscita di “You”: “What Happened Last Night” - che troviamo nell'album in due versioni con e senza le collaborazioni di Gucci Mane e Daddy's Grove - non è propriamente una hit ma è il brano che più rappresenta l'album nella sua interezza, perfetto forse più per un pubblico anglosassone, dove tra l'altro l'album è stato in parte registrato. Il trio infatti ha deciso di allontanarsi da Elisa, produttrice del primo album e loro coach ad Amici, e avvicinarsi a Tommaso Colliva dei Calibro 35, un vero e proprio marchio di qualità. Tutte queste componenti fanno si che “You” non è più il lavoro della band che piaceva alle quattordicenni, è un lavoro più adulto e maturo, come è giusto che sia, che forse arriva a troppa distanza rispetto al primo, perché si sa che quando sei un prodotto dei Talent inevitabilmente un'ampia fetta di pubblico già si è scordata di te se fai passare troppo tempo e già da quello stesso Talent e da altri hanno sfornato decine di altri pseudo talenti, meteore delle classifiche Fimi, futuri pazienti di ricchi psichiatri. Ma tornando a Stash, Alex e Daniele, insomma, non sono più quelli del tormentone “Oh Oh Oh Oh” per intenderci. Quindi alla fine della fiera “You” risulta un album molto interessante nel suo habitat, che contiene sonorità molto nuove per il panorama italiota, spingendosi fino all'oriente, ma è di certo meno immediato rispetto a “Out” e questo potrebbe non consegnare ai tre Kolors i 4 dischi di platino che sono arrivati due anni fa.


Si parte con un “Intro” nel quale la voce di Stash la fa da padrone su un tappeto di synth. Poche frasi decisamente non buttate a caso, lente ed urlate: “It feels I'll never see the dawn”



Il pezzo che da il titolo all'album, “You”, è uno dei più forti dell'album e ci riporta inevitabilmente agli anni '80, dove batteria, ritmo, synth e assolo di chitarra elettrica finale la fanno da padrone: “You, try to be somebody that is better than the devil you know!”



“Crazy” risulta più forte nel refrain, dove come d'abitudine i nostri ripetono spesso delle brevi parole, tipo “Hey Hey” o “Crazy crazy crazy oohh”. Uno dei pezzi più adatti alle radio.



“What Happened Last Night” (feat. Gucci Mane & Daddy's Groove) è il primo singolo della band, con chitarra molto presente e con chiari rifacimenti alla musica asiatica nello special, il brano è forse quello meno radiofonico dell'album, ma in se racchiude praticamente tutto il mondo di “You”. Nell'album tra l'altro c'è anche la versione senza featuring, evitabile.



Non ci sono dei pezzi veramente lenti in questo secondo lavoro del gruppo, ma di certo “Don't Understand” è quello più romantico e intenso, decisamente potente nel ritornello e d'impatto. Uno dei migliori pezzi dell'album: “And why you tell me you hate me? What have you done you're driving me crazy!”. “E perché mi dici che mi odi? Che cosa hai fatto, mi stai facendo impazzire!”




“Chemical Love” è un vecchio pezzo della band, un brano con cui i ragazzi facevano ballare i locali nel 2010, quando ancora non erano famosi, anche se il brano è estremamente anni '90, con sonorità che ricordano le boy band di allora. “You tear me down... I will never go”.



Dopo la strumentale “Souls Connected”, un paio di minuti di synth, basso e chitarra a profusione, è la volta di “Crystallize”, incalzante, con un ritornello che non ti molla più. Brano che ci porta inevitabilmente ai “The Kolors” di due anni fa: “You never cried for days and nights... you tears they crystallize.



Ancora anni '90 in “High”, brano assolutamente dance, con la partecipazione dei Ddaddy's Groove, che non si può non ballare... trascinante: “I don't wanna share you with anybody else, don't you wanna show me the lights”



“No”, che è quello che noi avremmo consigliato ai The Kolors di spedire come singolo di apertura, è senza alcun dubbio il pezzo più commerciale e radiofonico dell'album. Pieno di basso e chitarra elettrica e la voce di Stash che qui veste il suo abito migliore. “I needed something, I don't want the world, I dont' need no love”



Chiude l'album: “Dream Love” (feat. Andy Bell & Gem Archer), che in apertura ricorda molto i Coldplay per poi avvicinarsi agli Oasis anni '90. Il pezzo è sicuramente uno dei più interessanti di “You” e chiude molto bene l'album: “Why you dream with me?”





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