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Fabri Fibra - Fenomeno



Se il rap odierno è affidato ai fenomeni di YouTube “Fabri Fibra” si tira fuori giustamente dal genere in quanto tale “visto quello che è diventato” e rivendica il suo essere decisamente “altro” dalle nuove utopie e sogni usa e getta, da “scene che non esistono” e dai dissing farlocchi, per non parlare degli argomenti trattati. Tutti hanno dimenticato l’urgenza espressiva del rap, che prendeva di petto i problemi reali, sociali, politici.. tutti adesso son pronti a far mero spettacolo, ad essere l’ennesimo “Fenomeno” di turno per una stagione o poco più. Con la consueta amara ironia, Fabri Fibra impartisce una vera e propria lezione, senza dimenticare di essere diventato anche lui stesso un prodotto di massa, che però nonostante tutto dura ancora (e menomale), anche se fare il rapper a 40 anni è come fumare ancora… roba da ragazzini (Intro). Ma il nostro è decisamente ancora un ragazzino, che non riesce a uscire fuori dai traumi del passato che non smettono di tormentarlo... e queste canzoni sono una sorta di catarsi, lenta e inesorabile, come il sound, dai toni notturni, ora ammaliante ora minaccioso, con uno sfogo finale che non può lasciare indifferenti. Senza dubbio, uno dei migliori Fabri Fibra di sempre, con pochissime sbavature e una sincerità "spaventosa": 
Dopo l'intro a cui avevamo accennato, l'album parte con "Red Carpet"  "sono tutti rapper col rap degli altri" ficcante e incisiva per proseguire con "Fenomeno" - il primo singolo estratto, aggiornando per l’occasione un brano de "Gli uomini di mare" che sembra incrociare "Vip in trip" con giochi di rime sui cocking show: “lo sa anche Alessandro l’Italia è borghese”. "Skit - Il Tempo Vola" come da titolo a rimarcare "l’intro" sull'età che avanza, su poche note di pianoforte. "Money For Dope 2017": “Prendo la musica sul serio gli altri giocano” sinuosa e ipnotica nel suo dipanarsi tra consumismo, situazione italiana e musica: “alla fine tutta questa bellezza si paga”. "Pamplona" il singolone estivo con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti è abilmente giocata sui contrasti tra testo e musica: “In Italia non funziona un cazzo” perchè ci vuole "Equilibrio": “Fuggire dal destino è dura anche se ti allontani” beat cupo e minaccioso. "Skit - Considerazioni": è un breve intermezzo di Roberto Saviano che invita alla legalizzazione delle droghe leggere per togliere i soldi alla criminalità organizzata. "Cronico": dall'incedere accattivante, con un sound denso e fumoso in una stanza chiusa: "Mi sono perso dammi una cartina".

"Stavo Pensando A Te": “Promettevo di portarti via quando l’auto nemmeno partiva” è uno dei brani più poetici dell'album dal mood retrò, potrebbe essere il nuovo singolo: “bello il posto faccio una foto ma non la posto”. "Lascia Stare":“se ti dicono lascia stare tu che fai lasci stare?” decisamente coinvolgente riflessione sulla discografia e sul non arrendersi mai. "Dipinto Di Blu": “La vita è un film quindi devi scegliere se essere l’attore o lo spettatore” come sopra sospeso tra passato e futuro. "Invece No": su una base dub step: “io speravo di mancarti almeno un pò mi aspettavo una chiamata e invece no” è uno dei brani migliori dell'album. "Ogni Giorno":“Non sei nessuno se non scatta la polemica” martellante e nichilista: “Prendo la mia dose quotidiana di merda”. "Le Vacanze": “Il mondo è tutto in vendita” per sonorità è il lato più malinconico di Pamplona. "Nessun Aiuto": sound rarefatto e intenso, testo decisamente emozionante: “ma non lo sai quanto mi sento odiato” è una intensa lettera al fratello Nesli succube della madre, con la quale Fabri fa i conti una volta per tutte nell'ultima traccia "Ringrazio": “Mia madre mi soffoca da quando son nato mi vorrebbe morto per quello che son diventato” un grido di dolore di un'intensità crudele e spaventosa “La notte sogno che ammazzo mia madre”.






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