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Nico Gulino - Meglio morir d'amore



Raffinato ed elegante è “Meglio morir d’amore” di Nico Gulino, non a caso tra gli otto finalisti dell’ultima edizione di Musicultura. Nove canzoni che si muovono “leggere e poetiche” che sanno essere complici sin dai primi ascolti. Si respira un’apparente semplicità nella costruzione dei brani che è sempre “senso della misura” e bravura ovviamente nell’inserire quel determinato elemento nell’insieme, che risulta essere non solo funzionale, mai accessorio, ma che fa la differenza... "con semplicità" e classe:


“A volte gli occhi”: delicata, jazzy, tra giochi di rime e un senso di intimità “complice”: “prendimi solo per mano senza dir niente”


“La musica non passa”: “le stelle sono uguali in tutto il mondo? Non lo so”  il primo singolo estratto è una filastrocca swing dai toni eleganti


“Meglio morir d’amore”: “ma si lo so che sei il più bel fiore che questa vita poteva donare a me” la title track è un beguine... dove impossibile non pensare a Paolo Conte... uno dei brani migliori del lotto.


“Il mondo fuori”: ska complice e trascinante: “e adesso basta vado fuori di testa chiudo le porte al mondo”


“Ogni tanto”: “… ti vedo mentre cerchi la strada che ti riporti indietro per vivere la vita” intensa ballad, che si dipana morbida 


“Vida”: “esasperare una storia ormai finita” gran testo per un sound che ricorda ancora una volta Paolo Conte venato di manouche: “questo uomo è così grande e al tempo stesso non lo è”


“L’egocentrista”: “lei sembra si voglia insinuare nei sogni miei” qui invece le sonorità ci riportano a Sergio Caputo, con un ottimo arrangiamento


“Nulla si muove”: suggestiva dall’incedere notturno, può far ricordare sia per il taglio del testo e il cantato, lo stile di Rudy Marra: “con la tristezza in fono al cuore sono venuto a far l’amore, nemmeno il sesso a volte basta anche se almeno spesso mi soddisfa”


“La tua poesia”: intima ballad per piano, voce e fiati con una parte strumentale degna di nota:  “eccola adesso questa è per te, mi avevi chiesto, scrivi per me”


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