“Dunkirk di Christopher Nolan"



“Dunkirk di Christopher Nolan" è un film d’attesa, di pathos che cresce man mano tra spazi raggelati, densi di solitudine, pronto da un momento all’altro a deflagrare, ma di certo non come in un semplice film di guerra, di puro genere. Abbiamo tre punti di vista che vengono osservati, scrutati con cura e discrezione, ma a distanza, lo spettatore deve aggrapparsi a pochi dettagli concessi, a un bonjour appena proferito, che ci presenta (come verrà più avanti definito) “Un mangiarane che voleva saltare la fila”, un giovane mozzo che vediamo preparare gli ultimi dettagli per la partenza della piccola imbarcazione di Mr Dowson mentre un caccia bombardiere guidato dal pilota Ferrier combatte in cielo i tedeschi. Ci troviamo a Dunkirk per l’appunto, siamo nel bel mezzo della seconda guerra mondiale e bisogna necessariamente evacuare, ma non sarà per niente facile. La storia ci dice che quella battaglia è si una sconfitta per gli alleati inglesi - francesi ma anche una grande vittoria, perché si è evitato il peggio. Nolan divide la narrazione in tre parti, seguendo i suoi personaggi e le loro scelte, trovando una forma narrativa che si definisce sempre più col passare del tempo e degli "elementi". Ma quello che più colpisce è quasi una rinuncia ai dialoghi veri e propri, per concentrarsi suoi suoni, sugli spari, sulla folla, sul non detto. Si passa così dai silenzi “necessari” al Francese imbarcatosi clandestinamente tra virgolette, alle poche parole pronunciate “in volo” con maschera a seguito del pilota, al ruolo preponderante in tutta la vicenda avuto dalle piccole imbarcazioni che si sono fatte  l’onere del salvataggio vero e proprio. Il centro emozionale della pellicola è infatti racchiuso negli sguardi e nelle poche parole tra Mr Dowson, il figlio e il mozzo che con slancio si propone di partecipare all’impresa. E’ la parte non solo più empatica verso lo spettatore, ma anche quella maggiormente morale, quella che rende al meglio il significato del film stesso, anche dal punto di vista patriottico. In molti hanno parlato di capolavoro, ci sembra esagerato alla resa dei conti, ma che siamo di fronte a un ottimo film non ci sono dubbi. Visivamente suggestivo, ottimamente recitato da tra gli altri da Fionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Kenneth Branagh, è un meccanismo perfetto che solo appositamente ci mette un pò per decollare, con un ottimo finale, per altro commovente, con un messaggio nemmeno tanto velato a riscoprire l'amor di patria. 

“- Andiamo a Dunkirk - Se ci andiamo moriremo.. Ti porto altro tè per farti sdraiare.. è un vigliacco signor Dowson? E’ traumatizzato e potrebbe non rinsavire mai più”

"-Appena va fuori lo massacrano - Non è giusto - Meglio lui di me, la sopravvivenza non è giusta"

"- Qualcuno deve scendere per far sopravvivere gli altri"

"- Che cosa vede? - La patria!!!"

"- Bravi ragazzi molto bene, ben fatto - Siamo solo sopravvissuti . E vi pare poco?

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