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Nina Zilli - Modern Art




Il ritorno di Nina Zilli con “Modern Art” segna una tappa importante nella carriera dell’artista, perché è l’album più vario sin ora sfornato, che per più di un verso si discosta dai precedenti lavori della Zilli, un lavoro decisamente “più pop”, con la produzione affidata a Michele Canova ma che strizza più di un occhio al reggae dei primissimi esordi. Avevamo scritto un paio di anni fa nella recensione di “Frasi e Fumo” che la Zilli avrebbe dovuto provvedere nel futuro a contaminare il suo sound. Il risultato è oggi ascoltando “Modern Art” più che soddisfacente, nonostante qualche sonorità elettronica alla moda di troppo e certa esagerazione in certe composizioni:

“Domani Arriverà (Modern Art)”: “lo so che moriresti senza internet” ritmica incessante che si stempera nel ritornello, un invito a vivere la vita reale che può ricordare certi episodi di Giorgia.

“Ti Amo Mi Uccidi”: “… io muoio tu ridi” filastrocca reggaetone di sicura presa con un testo intelligente: “più ci penso e forse hai ragione tu vivi meglio davanti alla tv, sei venuto a prendere le tue miserie”

“1xUnAttimo”: “un sogno cambia il mondo” prima ballad del disco a tema “pacifista”, e ad alto tasso melodico specie nel ritornello: “vorrei che domani quelli lontani si avvicinassero”

“Mi Hai Fatto Fare Tardi“: “nel mio cuscino confesserò questa notte” il brano che ha anticipato l’album e che è stato uno dei tormentoni dell’estate, è un reggae incisivo e trascinante, con un bel testo: “se l’amore è una partita noi siamo rimasti sopra gli spalti”

“Il Punto In Cui Tornare”: “il destino è una coperta che non copre, che non basta” mood anni ’80, trasognante, dolce amaro, tra melodia e crescendo di pathos alla Tiromancino: “siamo usciti ormai di scena come titoli di coda”

“Notte Di Luglio”: “Non c’è niente in quello che dici che ci renda felici almeno un pò” Si prosegue nel solco della traccia precedente, con la sezione ritmica che prende il sopravvento, buono l’arrangiamento e l’attacco del ritornello alla Matia Bazar: “Io vorrei dirti addio”

“Butti Giù”: “dimmi perché la vita gira bene solo quando piace non è possibile” tripudio di cambi ritmici e melodici, il risultato è un pò caotico nell’insieme con anche il featuring di JAx “Servi dei servi dei server”

“Il Mio Posto Qual E’ “: Cover di un brano della Vanoni, lato b del 45 giri "Tristezza" del 1967, azzeccatissima, siamo infatti nelle atmosfere retrò anni ’60 tipiche della Zilli “ogni bacio non dura che un attimo” abbinate a una sezione ritmica decisamente accattivante e un arrangiamento opportuno che sa come evidenziare i pregi del brano

“IgPF”: “siamo troppi diversi lo sai meglio di me” molto varia nell’arrangiamento, melensa in certi passaggi del testo, non convince appieno

“Sei Nell’Aria”: “mi ami o no con tutti i difetti che ho?” incedere intimo e complice dai risvolti melodici “leggeri” e ammiccanti al tempo stesso, ruffiana al punto giusto. Potrebbe essere un futuro singolo.

“Per Un Niente”: Melodia d’antan malinconica per un ritornello struggente, con la voce della Zilli assoluta protagonista:  “sognavo un mondo insieme a te, crollava il mondo senza te”

“Come Un Miracolo”:”lo so che il tempo per pregare non ce l’ho, ma resto qui… finiscimi” ballad blues costruita sull’accumulo di pathos, che per tematiche potrebbe essere il continuum di “1xUnAttimo”

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