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Resoconto Live Levante al Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo - 16/09/2017


Mentre qualche gocciolina d'acqua cade dal cielo e l'ora si fa tarda – sono quasi le 23 – i musicisti cominciano a salire sul palco, le luci si spengono e la voce di Levante pre-registrata da il via al concerto live in quel di San Vito lo Capo per il ventesimo anniversario del Cous Cous Fest, il Festival Internazionale dell'Integrazione. 
Levante inizia subito con la frase che apre anche il suo ultimo lavoro discografico “Nel Caos di Stanze Stupefacenti” che si conclude così: “Davanti al tuo riflesso sarai vestito di errori e solo allora, indossando tutte le tue cicatrici, potrai dire di esserci stato: nel caos di stanze stupefacenti”. E poi si parte con la musica, iniziando da uno dei pezzi più amati del suo ultimo album: “Le Mie Mille Me”, “Salvami dalle mie mille me, portami lontano mille miglia via da me” e sorprendentemente il pubblico canta dall'inizio alla fine, anche i brani meno conosciuti sono cantati da tutti i conterranei della cantante, venuti da ogni parte della Sicilia per uno dei rari concerti di Levante nella sua Terra, perché si sa che la Sicilia non offre molti spazi per poter ospitare concerti.


La cantante ci fa ascoltare tutti i pezzi dell'ultimo album, concludendo con il brano che lo apre: “Caos”, il più intenso dell'ultimo suo lavoro, salutandoci quasi in un sussurro “Mi si legge in fronte il caos che ho dentro e si sente forte, il caos che ho dentro”. Nel mezzo ovviamente anche: “Le lacrime non macchiano”, “Alfonso”, “Memo”, “Sbadiglio”, “Duri come me”, “Ciao per sempre”, “Contare fino a dieci”, “Mi amo” e poi ci regala una “pazzia”: “Stasera si conclude questo lungo tour che ci ha portati prima nei club e poi nelle piazze d'Italia. Durante le serate nei club c'era una cosa che noi facevamo, che è molto complicato fare in queste circostanze, perché in realtà avremmo bisogno di molto silenzio, avremmo bisogno della collaborazione di tutti, però io sono una testarda e lo faccio, lo faccio perché sono a casa mia e non posso non farlo!”. 
La chitarra viene staccata dal jack e lei allontana il microfono, come se fosse in spiaggia intorno ad un falò con gli amici inizia a cantare: “Abbi cura di te” e lo fa in perfetta sintonia con il suo pubblico, all'unisono, parola per parola: “Chiamami amore, ci faremo male, ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai il coraggio di rischiare?”. 


Levante ha una carica di adrenalina incredibile dall'inizio alla fine, non scende mai di livello, nei bassi la sua voce brilla di più rispetto agli acuti, ma l'intensità è quella di sempre, costante, nonostante prima del concerto si vociferi che la cantante abbia forse qualche linea di febbre, che non sia proprio in perfette condizioni, a questo va unito un aspetto tecnico non perfetto: problemi di audio tornano a cadenza regolare per tutta l'ora e mezza di concerto – i problemi tecnici sono una costante nel palco del Cous Cous Fest – ma malgrado tutto lei c'è ed è ben palese a tutti ormai come sia una delle rivelazioni femminili degli ultimi anni. Levante “si è fatta da sola”, senza seguire quelle che ormai sembrano le regole di mercato di volere a tutti i costi che un'artista passi dai talent show per avere successo... anche se il suo percorso è stato inverso: ad un talent ci è arrivata come giudice, ad X Factor.
Levante è invece uno dei pochi artisti che, dall'indie arriva a vendere album e ad entrare nelle posizioni alte della classifica nonostante la crisi. Se c'è la stoffa e azzeccando alcuni brani, si può anche riuscire ad arrivare in alto.

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