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Giovanni Succi - Con Ghiaccio



“Con ghiaccio” è il primo disco solista di inediti di Giovanni Succi, che conferma il grande pregio del nostro di essere diretto, di arrivare senza fronzoli al nocciolo degli eventi narrati, con un'ironia amara che sa toccare le corde giuste e con scorci poetici di spessore. mischiando alto e basso con padronanza. In un mood decisamente minimal, essenziale ma incisivo, dove le parole e la voce di Succi non smettono di caricarsi di suggestioni, intense ed evocative, dove la melodia "il ghiaccio" non è mai messa in secondo piano ed è perfettamente funzionale all'insieme. 

“Artista di nicchia”: tra l’intro “Barbaro” alla Giovanni Lindo Ferretti e la “supercazzola” di Tognazzi si apre il primo album di inediti di Giovanni Succi che prosegue in un ideale ponte tra Paolo Conte e Frank Zappa: “mi sento solo come artista un po’ di nicchia ma che nicchia una nicchia tanta”

“Remo”:”e solo la pioggia cambia scena”  basso predominante e pathos crescente: “Remo grazie d'aver detto “scrivo canzoni” a me moccioso che quel giorno te l'ho chiesto, incuriosito dal bagnino sul molo vestito e curvo su un quaderno aperto.
E che canzoni gli domando andando a fondo... Tutte quelle del mondo?
 Solo quelle nuove. Ok. Le scrivono i bagnini quando piove.”

“Bukovsky”: reading tra sfumature sinistre e ironiche: “Si offesero molto, come dargli torto, non è la fine del mondo, non ci parlammo mai più. Oggi uno è un pezzo grosso del vino. L’altro l’ho rivisto in tv.”

“Sipario”: intima ballad per chitarra portante e incursioni di piano, variegata e complice:“certi posti sono belli perchè poi te ne vai” un vero e proprio gioiellino.

“Il giro”: sorta di blues sotterraneo e ostinato, "Peccato il trambusto adesso, il silenzio era meglio. Questa signora spiega il percorso preciso del giro al suo barboncino apprensivo. Se passano bene, se no devo andare".

“Tutto subito”: incedere marziale, distorto e il finale che non ti aspetti: "Voglio tutto subito ma non tutto però che dopo tutto poi ce n’è ancora un po’ soprattutto meglio di quello che ho ottenuto subito"

“Satana”: sinuosa, suadente, con lievi accenni psichedelici, martellante nel finale: "Amico parlami del tempo, ci sarà un secondo tempo e se non va neanche quello poi si andrà ai supplementari e lì son cazzi amari che a quel punto si è anche stanchi una cappella e coi rigori non ci sono santi, una cappella e coi rigori... lascia i pensierini ai cantautori buoni"

“Salva il mondo”: avvolgente e dissonante al tempo stesso: "tutta questa fiera alla fine credo serva a pagare le spese le tasse le pizze le birre e a salvare la terra"

“Arriveremo in pedalò”: "Avanti con fiducia" mantra ipnotico e oscuro.

“Elegantissimo”:  reading sottovoce, senza dimenticare la melodia: "Per quanto lacerante sia la fine degli amori e per quanto mai strazianti gli abbandoni lascia qui l’ultimo Gintonic, Vodkatonic, Mescatonic, ...e fuori dai portoni"

“Con ghiaccio”: “non ho creduto a niente se non al palco e al tasto STOP. “: la titletrack, ha un approccio alla scrittura di certi episodi Gucciniani (L'avvelenata, Addio):  “Loro sono loro io Giovanni Succi” dinamiche rock alla maniera del nostro, con la ritmica preponderante e la tensione che cresce ma che non esplode: “se non ti vado liscio prova col ghiaccio, non ho creduto niente se non al palco”

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