The Deuce - HBO - Sky Atlantic




Dalla prostituzione al porno, passando per la droga e naturalmente la mafia. Si potrebbe riassumere così “in poche righe” “The Deuce” serie creata da George Pelecanos e David Simon per HBO, in Italia per Sky Atlantic. 

Si potrebbero inoltre citare un tot di pellicole quanto meno che hanno narrato gli albori del porno, ma nessuna si è soffermata su una vera e propria fase di transizione come questa… ovvero il passaggio “dalla prostituzione al porno” quando "le stesse porno star non sapevano nemmeno di essere delle “pornostar” e “The Deuce” in tal senso, mantiene le premesse: “La via del porno” infatti come sotto titolo appare alquanto esplicativo.


“The Deuce” rende bene “lo squallore” di quell’epoca, quei sogni “inesistenti” riversati per strada, “per campare”, quel dover costantemente rimediare a un errore, quella paura costante di non farcela… con la guerra e i notiziari vicini… quei sogni, che mutavano in un abuso accettato, in una sorta di patto tacito per la sopravvivenza. Non mancano i rimandi storici, ed è una delle componenti migliori della serie, dalle citazioni cinematografiche ( che spaziano da Bertolucci a Jane Fonda passando per: “- Avete un copione, non so le battute… Non è il Dottor Zivago) ai dialoghi “pseudo politici” tra papponi, decisamente spassosi: “- Deve fare credere che è pazzo…E’ come noi qui, tu C.C, Picchieresti mai le tue puttane? A volte pensi che la troia vuole che lo pensi  - Quindi Nixon è come un pappone? - Cazzo si!”. O ancora: “- Cosa c’è che non va in questo posto? E' più morto di Bobby Kennedy” .  Tutte cose decisamente apprezzabili e “alte” per una serie televisiva intendiamoci.
Ma c’è più di qualcosa che non quadra. 


Non convince in primis il doppio ruolo di James Franco, due gemelli sin troppo diversi tra loro… "per usare un eufemismo" che da vita qua e la a gag dove si inneggia alla fratellanza e allo stereotipo della famiglia “American Dream Style” che negli anni ’70 vede “il suo crollo”… il sogno si è rivelato tutt’altro e non fa impressione che una madre dica alla figlia che non riesce a dare gli esami all’università: “- Come pensi che vivrai? Mi troverò un lavoro come tutti” porgendole dei soldi, che papà non vuole più saperne di lei. “Il padre amorevole che si trasforma in pappone” e assume le sembianze di uno ben vestito che ti offre la colazione… ma la critica si ferma qua, il sogno si è semplicemente trasformato, scoperchiando “il fine” il bene materiale che ne deriva, quando il sogno può essere alla fin fine qualunque cosa “se porta denaro”. Buono come metafora ma abbastanza didascalico a dirla tutta.
Se la regia appare in ogni caso confacente, con molti punti di vista incisivi ai fini della narrazione, quello che non convince maggiormente è il ritmo, che va bene una certa andatura lenta, ma a tratti il tutto diventa terribilmente farraginoso. Tecnicamente ancor parlando “bagliori rigorosamente ’70” si possono percepire quanto meno nei titoli , ma rimane poco nella fotografia dell’insieme. A conti fatti, un'occasione sprecata.


Attori e personaggi:

James Franco: Vincent Martino/Frankie Martino
Maggie Gyllenhaal: Eileen "Candy" Merrell
Gbenga Akinnagbe: Larry Brown
Chris Bauer: Bobby Dwyer
Gary Carr: C.C.
Chris Coy: Paul Hendrickson
Dominique Fishback: Darlene
Lawrence Gilliard Jr.: Chris Alston
Margarita Levieva: Abigail "Abby" Parker
Emily Meade: Lori
Natalie Paul: Sandra Washington
Michael Rispoli: Rudy Pipilo

Le Frasi:

“- Dai dammi quello che non posso avere a casa”

“ - Tutto quello che ho, puzza di figa”“

"- Io ho bisogno di un pappone altrimenti tendo a diventare pigra”
“ - Vince sei il mio uomo, hai l’anima del pappone... è un complimento!"

“- Le ragazze sono fighe? Mi scoperesti due volte per scopare una di loro”

“- Da piccola non hai sempre sognato di recitare in un film?”

“- Hey tu, basi della recitazione: non guardare in camera ok?”

“- Questo idraulico ha un tubo fantastico”

“- Mi sa che farò qualcos’altro, qualcosa nel mondo del cinema - E come ti sei interessata a tutto questo? Beh di qualcosa bisogna pur interessarsi”

“- Cosa sto guardando?  Il tuo futuro”

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