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The Swing Brothers - Chewing Gum Blues


The Swing Brothers ovvero Sergio Caputo  e Francesco Baccini insieme “finalmente” in un disco “Chewing Gum Blues” che consta di 10 brani gradevoli che partono da “un genere” per ridisegnarlo a proprio piacimento e dove le voci dei due artisti "si sposano" letteralmente, come nel caso della titletrack: l'ottima “Chewing Gum Blues”: dal mood notturno, per un sound pastoso coi fiati in evidenza e le chitarre che si fanno apprezzare: “ho giocato le mie carte ma la moto non mi parte chewing-gum blues mentre muoio d’amore for you” e nel secondo singolo estratto: “Le notti senza fine”: un rock’n’blues d’antan, dal beat coinvolgente, con una chitarra ancora da segnalare: “ma tutto gira c’è una spina nel mio cuore, quella spina sei te”. Con “Mistery girl”: ci spostiamo in territori jazz, per (giochi di) parole e atmosfere, lo stile è quello inconfondibile di Sergio Caputo: “non mi va che tu sai tutto di me ma poi quanto tocca a te giochi sempre a fare la mistery girl”. “Su questa striscia di mare”: “mamma che confusione infernale, ti avrei voluto bene ma senza farti male” forse il brano più cantautorale dell'intero lavoro, ha una struttura “aperta” ed è una sorta di mix tra Loredana Bertè e Lucio Dalla. “Maledetta questa luna”: “ho una doppia vita senza via d’uscita” è invece un funky/blues notturno e incisivo, dall'ottimo groove, col sax a riempire gli spazi. “Tu non sei una barbie”: dopo un intro che richiama "At Last" di Etta James ci troviamo all'ascolto di una ballad al pianoforte in pieno stile Baccini "Cartoons",  con richiami ai Beatles nel ritornello: “tu non sei alla moda vesti come vuoi forse è questo che mi piace di te”. “Ma che gelida manina”: altro rock’n’ blues, decisamente anni ’60, con la chitarra in evidenza “ci fosse un bar, ci fosse un autogrill, ci siamo solo noi in questo pazzo beat”. “Paranoia in Lombardia by night”: “Certe notti esci di casa per cercare guai” blues, abbastanza classico nel suo dipanarsi. “Non fidarti di me”: il primo singolo estratto tra ska e fiati, sorta di seguito del "Garibaldi innamorato" forse il brano più debole del lotto: “e io resto solo con il mio sogno che diventerà realtà”. “Uno straccio di blues”: E’ invece il finale che non ti aspetti, intensa e suggestiva, "cinematografica" col pianoforte portante e con gli archi sugli scudi. Alla resa dei conti un buon lavoro con poche sbavature e tanti episodi degni di nota, che piacerà ai fans di entrambi e che promette scintille dal vivo.

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