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Willie Peyote - Sindrome di Tôret



Willie Peyote ritorna con “Sindrome di Toret” e conferma il suo talento… brani scarni, dal groove coinvolgente e dai testi intelligenti sempre incentrati sull'attualità e sui modi di comunicare oggi. Si potrebbero riassumere così in pochissime parole, queste dodici canzoni che mischiano funky, rap e pop... "crossover" è la parola e che raggiungono “il centro” del bersaglio, seppur con qualche sbavatura qua e la, e con un suono sin troppo pulito ma la stoffa c'è tutta: 

“Avanvera”: pathos crescente, pur rimanendo il sound molto scarno, ma le parole sanno dove andare a parare e colpiscono decisamente: “devo imparare a dire no perché la gente parla a vanvera e non lo so per quanto ancora reggerò, chi è il prossimo che sale in cattedra? A parte i verbi e forse l’algebra hanno tutti da insegnare. un popolo di Alberto Angela e sei disoccupato se troppo qualificato ma volendo fai il ministro senza laurea”

“I Cani”: funky urban minimal, che si apre alla melodia nel ritornello: “ma i cani son meglio delle persone che dicono che i cani son meglio delle persone le preghiere non funzionano ma le bestemmie si, dite Amen!”.

“Ottima scusa”: mood jazzy che presto si fa complice, che ben si sposa con l’ironia del testo: “e non sei stata niente di speciale no, ma neanche un errore sei solo un’ottima scusa per uscire a bere e incontrare persone”.

“C’hai ragione tu”: another funky, con Dutch Nazari :"tutto ciò è bellissimo anche se in realtà non vi sopporto più tutto ciò è bellissimo anche se in realtà a ripensarci su scopro che c’hai ragione tu".

“Metti che domani”. funky melodico, dal groove ampiamente godibile:  “E metti che domani scoppia la guerra mondiale ma noi siamo italiani e puntiamo a pareggiare metti che domani vinciamo il campionato scendiamo tutti in piazza come in un colpo di stato “

“Le chiavi in borsa”: funky leggero ad alto tasso melodico: “non vorrei sconvolgere i tuoi piani, ma questa casa sembra più accogliente se rimani mettiti comoda, sennò a che cosa servono i divani? per litigare c’è  tempo domani”

“Giusto la metà di me”: sorta di ballad che “rifiuta la melodia” specificatamente, con la ritmica che cerca di prendere il sopravvento e i fiati che si ritagliano il loro spazio… il tutto è straniante ma va bene così: “qui dentro ogni frase è per sempre, le parole diventano fumo un vociare costante che sembra un ronzio, come dentro un call center”

“Portapalazzo”: “il vostro amore è poco più di una sborrata” funky rap “che non parte”, ritornello melodicamente decisamente scontato con l’armonica che però si fa sentire, il brano è ispirato al movimento 5 stelle: “porta palazzo e i suoi rottami mi ricordano che da domani è pronto il referto degli esami ma io non lo so se lo ritirerò sui manifesti elettorali ex compagni universitari Brava gente persone normali ma io non so neanche se voterò”

“Il gioco delle parti”: ”il funk stavolta è giusto” ottimamente congegnato e colpisce nel segno: “sarei bravo a gestire i problemi se non riguardassero me parlo ai muri e confido i segreti come se loro parlassero a me continuo a svuotare bicchieri come se loro riempissero me tu vorresti notassero te? con tutta la gente che c’è”

“7 miliardi”: “semo sette miliardi di persone non ce ne frega un cazzo di te” intervento di Giorgio Montanini

“Donna bisestile”: sicuramente coinvolgente nel sui incedere ammicante: ”Non è tutto come sembra da fuori, non è tutto rose e fiori quante cose sfiori, quante cose rompi, quanta gente ignori, 

“Vilipendio”: “Tra “another one bites the dust” e dissing… e melodia a stemperare nel ritornello: “A fare in culo le icone e i mostri sacri, non è vilipendio dirvi che ormai siete fuori tempo nel senso anacronistici, non per i bpm. musica per nostalgici, Modena City Ramblers va bene, il rap vende. sembra il paese dei balocchi. ma sei vecchio, il tuo è un dischetto, sicuro floppi. quanta gente incontri tocca fare i conti. ne vale la pena?No davvero ne vale la pena di sentirsi soli anche dentro una stanza piena?

“Vendesi”: “Non è che vuole me ma l’idea che si è fatta” fiati in evidenza, forse troppo per questa ballad di natura “soul” col pianoforte portante che chiude l’album: “non tirarmi su, no lasciami al fondo come sempre che se fallisco devo scuse a un tot di gente ma quando vinco non si sente non tirarmi su, no lasciami al fondo come sempre che  se fallisco ho già una scusa intelligente ma quando vinco, vinco niente”

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