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Mauro Pina - L’ho scritto io


Mauro Pina con “L’ho scritto io” rilascia un album che fa della potenza sonora, della centralità della voce e della perizia tecnica, il suo tratto stilistico ma difficilmente tocca le corde emotive dell’ascoltatore, anche perché i testi purtroppo non escono fuori da schemi soliti e Pina esagera negli arrangiamenti, che appaiono decisamente ridondanti. Resta innegabile che la vocalità e alcuni momenti musicali si facciano decisamente apprezzare ed è da qui che Pina deve ripartire:

“Sei Fantastico”: “con la bocca lui lavora meglio di una… e tua madre come sta?” brano pop blueseggiante, con la melodia che in certi tratti ricorda “Ma non ho più la mia città” di Gerardina Trovato, con le chitarre che si fanno sentire e il feat di Rosalinda Celentano: “nello specchio della vita non ti guardi mai, mi fai pena, sei fantastico”

“La risposta”: “… so qual’è sono solo senza di te”, potente rock ballad dagli accenti prog.

“Credi in te”: “il futuro siamo noi” ballad venata di country,  con un buon special, peccato per il testo, banale.

“Ora basta”: “sopportare tutto è stato brutto ora penso a me” rock blues e ritornello melodico, testo da dimenticare.

“Momenti”: “se c’è amore vero non è giusto quel che fai, ti comporti in modo strano pensa bene a quel che vuoi” sdolcinata ballad, con la chitarra a punteggiare e a tessere trame, non male, ma ancora una volta il testo non è all’altezza.

“Un cuore di colori”: testo meno banale rispetto agli ultimi brani, anche se un pò cervellotico, per questa bossanova che sfocia in un ritornello pop, con buoni intermezzi musicali:  “chiudi gli occhi pensa che ogni colore è un sentimento per te nella notte quando nero sarà ognuno di loro ti apparterrà”

“L’uragano”: “dal primo giorno in poi ho potuto pensare a noi all’angelo blu” pop ballad con accenni funky, con buoni passaggi e un’ottima prova vocale... in certi passaggi ricorda Vasco Rossi.

“Inconfondibile”: incedere zompettante e buone aperture melodiche: “la voglia di complicità mi aiuterà nel silenzio ascolterà tuffi dell’anima"

“What can i do”: chitarra sugli scudi, assoluta protagonista, per una traccia evocativa

“Can be really so”: rock/blues decisamente classico

“My path”: dance d'antan che convince nella strofa, meno nel ritornello. Il brano  ha comunque il suo perchè.

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