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Stella Maris - Stella Maris




“Stella Maris” è il progetto che vede coinvolti: Umberto Maria Giardini, Ugo Cappadonia, Gianluca Bartolo, Emanuele Alosi e Paolo Narduzzo e si muove sostanzialmente su sonorità che riportano letteralmente in vita gruppi come gli Smiths (in primis) i Cure, ma non solo... c'è spazio anche per suggestioni anni '70 e non mancano momenti più rock, il tutto aggiornato naturalmente. Il risultato sono dieci canzoni, tutte di buon livello, ricche di spunti interessanti, semplici e dirette, ma niente affatto banali:

“L’umanità indotta”: “non mi disturba la tua eterosessualità eppure cerco quello che chiamano amore” incedere accattivante e marziale ed aperture melodiche nel ritornello per il secondo singolo estratto.

“Rifletti e rimandi”: “nel tempo che viviamo tutto accade e fa male agli occhi” acustica e arrembante senza dimenticare la melodia.

“Piango pietre”: “figli come conigli d’allevamento” decisamente rock vecchio stampo, riff e cavalcata d’altri tempi “a criticare le nuove generazioni sempre appese al cellulare”

“Quella primavera silenziosa”: “e arrivò aprile mentre eravamo nel letto in un pomeriggio perfetto in cui tutto taceva” sinuosa e morbida ballad dai sapori anni ’70

“Coglierti nel fatto”: “Come fai a contraddirmi sempre alla fine divertirti perché hai ragione” di sicuro impatto, energica ballad che procede per accumulo, senza un vero e proprio ritornello.

“Eleonora no”: “ora taci che non dimentico quello che hai fatto di me” il primo singolo estratto, ad alto tasso melodico: “meglio prendere poco invece di niente”

“Non importa quando”: ballad dai sapori nostalgici, evocativa: “mica mi offendo magari muoio in piedi”

“Quando un amore muore non ci sono colpe”: “dammi la felicità che ti avevo regalato anni fa” pop song dal gusto retrò ‘80

“Tutti i tuoi cenni”: folk ballad, a tratti poetica, carica di intensità: “dimentichiamoci di noi di ciò che abbiamo fatto, di ciò che abbiamo detto quando era meglio fare i piatti o rifare il letto”

“Se non sai cosa più mangi, come puoi sapere cosa piangi”: “che ti piaccia oppure no chi ha fallito è l’anarchia” con un riff irresistibile di chitarra, languida e complice, siamo ancora in territori anni ’80, una delle tracce migliori del lotto.

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