Luca Bash - Oltre le quinte



Luca Bash con “Oltre le quinte” rilascia un lavoro che alterna blues e pop senza dimenticare il funk e il folk, dimostrando padronanza dei generi e sfornando buone canzoni, con testi non banali (anzi in qualche episodio la semplicità avrebbe aiutato) e arrangiamenti che sanno il fatto loro, coi fiati spesso protagonisti:

“Dietro le quinte”: morbida ballad con buoni spunti armonici: “ma adesso cambierò da qui da un palco che non sa chi sono io”

“Giorni così”: blueseggiante a tema “solitudine da social” coi fiati in evidenza: “ma quel che vuoi è solo un pò di compagnia”

“Il tuo domani”: è una ballad delicata d’atmosfera, che rimane lì, senza cambiare: “la pioggia è utile lava via le lacrime e insegna quanto è cieca la ruota del destino”

“Cafè Paradiso”: “la vita è uno schifo persino con l’alcool” altro brano blues, con un buon arrangiamento.

“Tu non sai”: “non conto le volte spese a illudermi” ballad blues con un buon ritornello, ben costruito e un falsetto interessante

“Come il sole”: “ da labbra socchiuse a proteggerti da quelle sentenze in cui il mondo ama perdersi” per melodia e testo può far venire in mente certi episodi degli Otto Ohm… è un complimento

“Nu Shu”: “essere liberi cos’è? Se non difendersi” costruito sull’accumulo di pathos, il brano paga un testo si "importante" ma un pò cervellotico

“Candide bugie”: “è semplice per me fidarmi dell’ipocrisia di un estraneo come te” melodia al potere e buoni snodi armonici

“Tre e non più di tre”: rock and blues d’impatto ma abbastanza standard e un testo un pò farraginoso “sfuggo alla felicità nel gustarmi un mondo celibe da ogni crudeltà”

“Dr Hyde”: aneliti prog per questa evocativa ballad che si dirada, “esplode” nella parte finale: “ripudi il gusto del crimine ma sogni il sangue il suo sapore”

“Swing Lover”: folk blues con la chitarra che ben presto si prende la scena:  “e io vivrò le mie mille follie nate da ardore e solitudine”

“L’idiota”: “ed è come se non fossi te a dire io” gradevole funk coi fiati sugli scudi

“Al posto mio”: per chitarra e voce, parte spoglia, si arricchisce via via di aneliti soul: “ed è troppo il desiderio di veder calare il mio nero sipario”

“Per non dire no”: con basso e fiati a tessere l’atmosfera “e butto al cesso anche me stesso per un respiro su di te” per un mood sospeso e intenso, una delle tracce migliori del lotto.

“Controtempo”: trascinante e ottimamente arrangiata: “cosa c’è di strano nel mio letto, dici non vedrà l’America, notorietà radiofonica” 

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