Black Lightning (The CW/Netflix)


“Era una mia studentessa! Sai, io mi illudevo che dopo la scuola avrebbero avuto una vita migliore, che sarebbero potuti andare oltre questo quartiere... oltre questa città, oltre il mondo! Mi illudevo di aver salvato più vite come Preside di quanto ho fatto da Black Lightning... falso! Adesso lei è morta!”


“Black Lightning” sembra il nonno dei Power Rangers, però la storia racconta di un eroe più “maturo” rispetto a quelli prettamente adolescenziali a cui ci ha abituati la The CW. Il mondo è sempre quello della DC Comics e come qualità siamo sempre ai medesimi livelli di “Arrow”, “The Flash” e “Supergirl”, cioè medio-bassa; ma se da un lato questi tre sono collegati tra loro, “Black Lightning” dovrebbe esserne staccato: “almeno inizialmente la serie non sarà collegata all'Arrowverse”, queste le parole di Greg Berlanti che ormai è dietro le quinte di metà serie The CW e non solo, ed ovviamente è produttore esecutivo anche di “Black Lightning”, manco a dirlo. 


Le carte in tavola sono sempre quelle: c'è un “buono”, stavolta con moglie e figlie scapestrate accanto, con il peso della capacità con cui si ritrova a convivere, un gruppo di cattivi, una guerra per le strade di Freeland, tutto come sempre. Tra l'altro, purtroppo, essendo affidata alle mani della The CW la serie parla di scuola, adolescenti, il tutto spodestando l'altra faccia più interessante della medaglia, quella più fantasy, più adrenalinica, tramutando tutto in una melassa adolescenziale vista e rivista. La serie racconta le avventure di Fulmine Nero, alias Jefferson Pierce - interpretato da una vecchia conoscenza telefilmica, Cress Williams, già visto in “Hart of Dixie” - che dopo 9 anni di assoluto silenzio, silenzio forzatamente voluto da sua moglie, Lynn (Christine Adams), dalla quale è separato, ma che ama ancora, si ritrova a dover rivestire ancora i panni di Black Lightning/Fulmine Nero per il bene delle figlie, Jennifer (China Anne) e Anissa (Nafessa Williams) - che in quanto ad abilità sembrano aver preso dal papino - e della comunità. 


Il cattivo di turno, che regge una banda di teppistelli sregolati che rapisce le ragazze in giro per il quartiere in quel di New Orleans, è un certo Tobias Whale, interpretato da un perfetto sconosciuto, tale Marvin “Kondron” Jones III, decisamente poco abile nella recitazione, tanto quanto poco accattivante è il cattivo a cui presta il volto. A completare il cast ci sono: l'agente di polizia amico di Jefferson, Bill Henderson (Damon Gupton) e Peter Gambi (James Remar), l'unico, oltre alla moglie, che è a conoscenza della vera identità del “supereroe”. Mentre Jefferson è anche il Preside del liceo della città, si trova costretto a gestire l'altra vita, con tutte le difficoltà del caso, quale, tra gli altri, quello di essere un'ultra quarantenne senza più l'energia e la vitalità di un tempo, che lancia fulmini e ad ogni battaglia si accascia con dolori lancinanti in tutto il corpo. 


“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, diceva lo zio di Peter Parker, ecco, è un po' per tutti i supereroi che funziona così e Fulmine Nero conferma la regola. La serie approda in Italia grazie alla Netflix, in contemporanea assoluta, mentre è partita negli States sulla The CW con risultati nella media del canale. Una serie rivolta ad un pubblico prettamente al di sotto dei 20 anni e agli amanti del mondo fumettoso a cavallo tra fantasy e drama, senza grandi pretese.

“Io non sono normale, non lo sono mai stato e non lo sarò mai!”

Personaggi e doppiatori:
Jefferson Pierce (Roberto Draghetti)
Jennifer Pierce (Eva Padoan)
Anissa Pierce (Francesca Manicone)
Lynn Pierce (Laura Romano)
Tobias Whale (Dario Oppido)
Bill Henderson (Enrico Di Troia)
Peter Gambi (Ambrogio Colombo)

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